Home Economia Finanziaria: amministratori Emilia R.dicono no a ddl Governo

Finanziaria: amministratori Emilia R.dicono no a ddl Governo

Presa di posizione unanime degli amministratori locali dell’Emilia Romagna contro la finanziaria: da Napoli, dove è in corso l’ assemblea dell’ Anci, comuni, province, regione e comunità montane hanno espresso parere negativo ed hanno stretto un patto allo scopo di cambiarla, firmando un protocollo, nel quale chiedono il rispetto della
riforma del Titolo V della Costituzione.


”La nostra posizione è assolutamente critica – ha detto Vidmer Mercatali, sindaco di Ferrara e presidente dell’Anci Emilia Romagna – perchè si muove in direzione contraria al dettato costituzionale”. Le amministrazioni locali della
regione intendono esercitare – è scritto in un protocollo comune – i poteri e le responsabilità di governo loro affidate dal nuovo titolo V della Costituzione. La riforma introdotta innova radicalmente il sistema delle relazioni fra
amministratori centrali, regioni ed enti locali. Parte
essenziale di questo processo di riforma è sicuramente l’aspetto economico e finanziario. I contenuti della finanziaria -dicono ancora gli amministratori- non rispettano gli impegni
assunti dal governo nell’accordo del 20 giugno, in particolar modo per quel che riguarda il federalismo fiscale; introducono norme in forte contrasto con l’autonomia finanziaria e
organizzativa che si riteneva acquisita definitivamente. Nel protocollo si citano poi punto per punto, dal patto di stabilità al federalismo fiscale, dal welfare locale all’acquisto dei beni e dei servizi, i punti nei quali la finanziaria dovrebbe essere cambiata. Su questi obiettivi dicono
gli amministratori ”ci impegniamo in una azione comune che vale per sviluppare il confronto con il governo nazionale, per informare, ascoltare e cooperare con le istanze economiche e
sociali e con i cittadini per collaborare all’opera di
innovazione della pubblica amministrazione e della finanza locale e regionale, ciascuno nell’ambito della propria autonomia, in armonia con quanto dettato dal nuovo titolo V della Costituzione”.