Home Economia Tredicesima: la prima in euro, allarme inflazione

Tredicesima: la prima in euro, allarme inflazione

Gli italiani intascheranno 30 miliardi di euro, circa 58.160 miliardi di vecchie lire, con le prime tredicesime in euro. Ma il Natale 2002 sara’ amaro: il potere d’acquisto delle famiglie e’ stato falcidiato
dall’inflazione, costata negli ultimi dodici mesi ben 1.500 euro per i nuclei familiari che hanno una spesa medi di 26.400 euro all’anno, lasciando gli italiani alle prese con un carovita fra i piu’ elevati d’Europa.


L’Intesa Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e
Federconsumatori) si dichiara reoccupata: ”l’inerzia e l’eccessivo ottimismo del Governo e dei ministri economici – afferma in una nota – che non hanno adottato strumenti idonei per salvaguardare i consumatori da aumenti ed arrotondamenti e
non hanno neppure attuato quelle riforme minime ed a costo zero per l’erario, come quella sull’Rc Auto e sui mutui cosiddetti agevolati, renderanno il Natale degli italiani amaro”.
A tutela delle tasche degli italiani, l’Intesa propone di calmierare prezzi e tariffe anche con accordi con i commercianti, come l’iniziativa ‘prezzo amico’ rinnovato ieri
con la Confesercenti che ha congelato, per oltre 70.000 esercenti aderenti, 50 prodotti di largo consumo. Contro il caro prezzi, l’Intesa comunicatori non esclude comunque la
possibilita’ di indire un terzo sciopero della spesa nel caso in
cui il Governo ”non adotti provvedimenti urgenti” ed un ”boicottaggio verso le imprese peggiori che speculano sulla pelle dei cittadini”. L’Intesa pero’, dall’altro canto, invita i consumatori, ad orientare i propri acquisti, ”effettuando spese utili, rifuggendo dalle mode imposte dalle campagne pubblicitarie, che spesso cercano di rifilare al popolo degli
utenti prodotti costosi, probabilmente inutili come i telefonini di terza generazione, certamente inadatti e non necessari in una fase congiunturale sfavorevole e dura come l’attuale”.
Gli italiani sono alle prese con uno dei carovita piu’ elevati d’Europa, pagando prezzi e tariffe come i servizi bancari, assicurativi ed il gas metano, il gasolio da riscaldamento, l’energia elettrica e la benzina ”di gran lunga superiori agli altri cittadini europei – continua l’Intesa – ed e’ vergognoso che i ministri economici, vera banda del buco per
le tasche della famiglie, non trovino il tempo per abbattere i tassi dei mutui agevolati fissati ad una media del 18%, che farebbe risparmiare sia a 600.000 mutuatari che agli stessi enti locali, circa un miliardo di euro, certamente immessi nel circuito dei consumatori”.
Calcolate per categorie, le tredicesime andranno in primo luogo ai pensionati per 9,03 miliardi di euro (17.500 miliardi di vecchie lire), seguiti dai dipendenti pubblici (7,8 miliardi di euro), da quelli del terziario (6,6 miliardi di euro) e dell’industria (6,2 miliardi di euro).