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Commercio: Istat, vendite al dettaglio, settembre invariate

Le vendite al dettaglio nel mese di settembre sono rimaste invariate rispetto a agosto, mentre su
base tendenziale hanno registrato una flessione dello 0,2%. Lo rileva l’Istat spiegando che questo dato si riferisce al valore corrente delle vendite che incorpora la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi.

A settembre 2002 le vendite hanno fatto segnare flessioni tendenziali dello 0,6% nelle piccole
imprese (fino a due addetti) e dello 0,3% nelle medie imprese (con un numero di addetti compreso fra tre e cinque), mentre le vendite nelle grandi imprese sono cresciute dello 0,2%. Nell’
ambito delle imprese con sei-nove addetti le vendite hanno fatto segnare a livello tendenziale una flessione dello 0,4% e dello 0,9% per le imprese con un numero di addetti compreso fra 10 e 19. Aumentate invece dell’ 1,4% le vendite nelle imprese con più di 20 addetti. A settembre scorso, rileva l’ Istat, gli unici gruppi di prodotti non alimentari caratterizzati da una variazione
tendenziale positiva sono stati cartoleria, libri, giornali e riviste (+2,6%), supporti magnetici e strumenti musicali (+0,6%) e prodotti farmaceutici (+0,2%). Stabile invece l’ andamento del
gruppo giochi, giocattoli e sport. Una flessione tendenziale è stata invece fatta segnare dalle calzature e dagli articoli in cuoio (-1,9%). A livello territoriale nello scorso mese di settembre le
vendite al dettaglio hanno fatto segnare un incremento nel Sud e nelle isole (+0,6%) e nel nord-ovest (+0,5%). Il nord-est ed il centro hanno accusato invece una flessione tendenziale
rispettivamente dello 0,7% e dello 0,2%. I prodotti alimentari nello specifico hanno fatto registrare un incremento significativo nel centro (+1,5%) e nel nord-est (+0,8%). Le vendite di prodotti non alimentari sono state invece caratterizzate da flessioni tendenziali in tutte le ripartizioni, con la sola eccezione del nord-ovest, dove è stata registrata una crescita dell’ 1,0%. Nei primi nove mesi del 2002 le vendite delle piccole imprese
hanno registrato rispetto allo stesso periodo del 2001 una crescita dell’ 1%, mentre le medie e le grandi hanno evidenziato incrementi pari rispettivamente all’ 1,6% e al 2,8%. Il
confronto con i primi nove mesi del 2001 evidenzia in ogni caso un andamento positivo in tutte le ripartizioni, con il centro e il nord-ovest che hanno fatto segnare un progresso del 2,0%. Le vendite di prodotti alimentari nei primi nove mesi del 2002 sono cresciute soprattutto nel centro (+2,9%), mentre quelle di prodotti non alimentari hanno fatto registrare l’ aumento più considerevole nel nord-ovest (+1,9%). Il decremento tendenziale dello 0,2% del valore del totale delle vendite è la risultante di un incremento dell’ 1,2% della
grande distribuzione e di una flessione dello 0,5% delle imprese operanti su piccole superfici. La grande distribuzione ha archiviato aumenti sia per i prodotti alimentari (+2,0%), sia per quelli non alimentari (+0,2%), mentre le imprese
‘tradizionali’ hanno fatto segnare un calo in entrambi i settori (-0,2% e -0,7%). All’ incremento tendenziale delle vendite archiviato dalla grande distribuzione hanno contribuito, segnala l’ Istat, soprattutto i supermercati (+2,5%), seguiti dagli
altri esercizi di grande superficie (+2,1%). Forte flessione invece per gli ipermercati (-2,2%). Il confronto tra i primi nove mesi del 2002 e lo stesso periodo dell’ anno scorso evidenzia un progresso delle vendite degli hard discount (+5,0%); i grandi magazzini hanno fatto segnare invece la
crescita più contenuta (+2,4%). A settembre scorso il numero medio dei giorni di apertura
dichiarati dalle imprese al dettaglio è stato pari a 24,5. Nello specifico, conclude l’ Istat, gli esercizi della grande distribuzione sono rimasti aperti in media per 25,5 giorni, mentre le imprese operanti su piccole superfici per 24,3 giorni.