Home Economia Devolution: Cgia, ecco perchè molte regioni del Nord la vogliono

Devolution: Cgia, ecco perchè molte regioni del Nord la vogliono

Tutte le regioni del Nord, ad esclusione della Liguria, del Trentino Alto Adige e della Valle
d’Aosta, ricevono meno di quanto versano nelle casse centrali dello Stato, mentre per le regioni del Sud la situazione si capovolge: è quanto emergeda un’indagine dell’ufficio studi degli artigiani della Cgia di Mestre, che spiegano cosi’ perchè
molte regioni del nord vogliono la devolution.


Il confronto è stato fatto sulla base delle imposte dirette versate allo Stato dalle singole Regioni (anche se non sono dati regionalizzati, ovvero non tengono conto del fatto che le aziende versano l’Irpef e l’Irpeg nelle regioni dove hanno le
sedi legali) e dei trasferimenti dallo Stato centrale alle regioni. Il tutto parametrato per abitante con il dato medio nazionale pari a 100. La realtà più penalizzata è il Piemonte (- 63), seguono la
Lombardia (- 49) e l’Emilia Romagna (- 45). Quarto il Veneto (- 44), seguito dal Friuli Venezia Giulia (- 40). In ”passivo” anche Toscana (-13) e Marche (-7). Al nord solo la Liguria registra una differenza positiva (+ 2), insieme a due regioni a statuto speciale come il Trentino Alto Adige (+236) e la Valle d’Aosta (+95%). La Sicilia è invece la realtà che allo stato attuale guadagna di più (+ 67), seguono la Calabria (+ 59), la Sardegna (+ 53) e di seguito tutte le altre: Basilicata e Campania (+50), Molise (+41), Puglia (+38), Abruzzo (+21), Umbria (+16) e Lazio
(+3). ”Sia chiaro – commenta il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi – questa disparità di trattamento tra Nord e Sud del Paese è giustificata. Chi si trova in oggettive situazioni di difficoltà deve essere aiutato maggiormente di
chi, invece, gode di una situazione generale migliore. Oggi,tuttavia, i governatori del Nord chiedono più autonomia e per esercitarla hanno bisogno di maggiori risorse che necessariamente devono rimanere in loco”. ”Pertanto – conclude – indipendentemente dalla qualità della proposta avanzata dal ministro Bossi, ecco perchè nel
settentrione la spinta federalistica si avverte di più che in altre aree del Paese”.