Home Lavoro Mercato del lavoro a Modena: più posti ma a termine

Mercato del lavoro a Modena: più posti ma a termine

Sono 27.221 i contratti di lavoro firmati nel primo trimestre del 2005 a Modena con un saldo positivo, rispetto alle cessazioni (20.870) di 6.351 posti in più. Il dato, in linea con quello del primo trimestre 2004, conferma come il mercato del lavoro modenese sia ancora attivo, nonostante la congiuntura sfavorevole, ma “non dobbiamo sottovalutare i segnali di sfiducia sul futuro da parte delle imprese modenesi” afferma l’assessore provinciale al Lavoro Fabrizio Righi.

I dati raccolti dai Centri per l’impiego ed elaborati dall’Osservatorio mercato del lavoro della Provincia di Modena, infatti, evidenziano “la tendenza a stipulare contratti di breve durata: un segnale delle difficoltà che le nostre aziende stanno vivendo”.

I contratti tempo determinato crescono del 3 per cento rispetto al 2004 e quelli per il lavoro interinale del 2 per cento, mentre sono in calo i contratti a tempo indeterminato (-5 per cento). Rispetto al totale degli avviamenti del primo trimestre dell’anno quelli a tempo determinato rappresentano quasi la metà del totale mentre i contratti a tempo indeterminato il 28 per cento, l’apprendistato il 6 per cento e il lavoro interinale il 16 per cento del totale.

“La fiducia sul futuro a livello economico è in calo – aggiunge Righi – e questo porta gli imprenditori a preferire forme a tempo determinato per i nuovi contratti di lavoro. Per il lavoratore questo vuol dire più precarietà e una continua ricerca di un nuovo posto di lavoro, quindi anche in questo caso prospettive meno positive sul proprio stile di vita”.

I dati dell’Osservatorio, inoltre, si riferiscono ai contratti di lavoro dipendente per i quali è obbligatoria la comunicazione da parte dell’impresa. Sono quindi esclusi i contratti di lavoro a progetto, le collaborazioni occasionali e quelle coordinate e continuative ancora attive, nonché i contratti di lavoro nelle pubbliche amministrazioni.

Dal punto di vista dei comparti, si segnala la sostanziale tenuta dell’agricolo, mentre c’è un aumento del peso degli avviamenti nei servizi a scapito di quelli nel settore industriale dove si registra un calo nel primo trimestre di 1.066 avviamenti al lavoro.