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Istat: il 7,9% delle famiglie a rischio povertà

L’11,7% delle famiglie italiane è sotto la soglia di povertà relativa ma il 7,9% è considerata a rischio, è cioè ‘quasi povera’. Lo stima l’Istat nel
rapporto annuale 2004 sulla povertà relativa.


Per questa percentuale di famiglie, i consumi mensili per due persone superano i 919,98 euro ma non raggiungono la soglia, fissata in 1.103,98,
considerata fuori rischio di povertà e che riguarda quindi i nuclei ‘non sicuramente poveri’ (80,4%).
Appena sotto la soglia di povertà si colloca il 6,2% delle famiglie, considerate ‘appena povere’ (consumi fra 919,98 e 735,98). Per tutte le
altre (il 5,5%), quelle ‘sicuramente povere’, sono in condizione di estremo disagio (soglia sotto i 735,98 euro); una percentuale che sale al 13,2% al
sud. Per contro, le famiglie ‘sicuramente non povere’ che a livello nazionale rappresentano l’80,4% del totale delle famiglie, variano tra il
90,3% del Nord, l’85,6% del Centro e il 62,5% del mezzogiorno.

Complessivamente, rispetto al territorio, l’Istat stima che al nord vive il 4,7% di famiglie povere, al centro il 7,3%, al sud il 25%. Al Centro-nord comunque l’incidenza di povertà relativa assume valori modesti (non superiori al 4,6%) in Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e provincia di
Bolzano. Al Sud, le regioni che fanno eccezione positivamente sono l’Abruzzo e la Sardegna con il 16,6% e il 15,4% rispettivamente.

Le famiglie numerose si confermano a forte rischio di povertà. In media quasi 1/4 di questi nuclei risulta povero ma al sud la percentuale sale
(fino al 41% con tre o più figli) per oltre 1/3 di quelle residenti. Critica anche la condizione degli anziani: l’incidenza di povertà è al 15% tra le famiglie con almeno un componente di oltre 64 anni e raggiunge il 17,3% se gli anziani sono più di uno. Disagio particolarmente evidente al Nord dove a fronte di una media del 4,7% le coppie anziane povere sono il 7,2% e gli anziani soli poveri il 6,8%.

Inoltre, fra i disoccupati la percentuale di famiglie povere è elevata: è pari al 28,9% se a capo c’è una persona in cerca di occupazione e al
34,7% se sono due a cercarla. Le famiglie di lavoratori autonomi sono meno toccate dalla povertà: 7,5% contro il 9,3% delle famiglie con lavoratori dipendenti e il 13,1% di quelle in cui sono presenti ritirati dal lavoro.