Home Politica Sassuolo: La Torre (Margherita) su via San Pietro

Sassuolo: La Torre (Margherita) su via San Pietro

Il dibattito creatosi intorno allo sgombero di Via san Pietro, le ultime prese di posizione assunte da forze politiche e sindacali sulle pagine dei giornali, esigono un’assunzione di responsabilità chiara e precisa, senza “se” e senza “ma”, un richiamo ai fatti, quali realmente accaduti.


Ed i fatti ci riportano ad una realtà incontrovertibile: con lo sgombero del Palazzo verde il Sindaco e la Giunta hanno preso una decisione tanto urgente quanto difficile, assumendosi la responsabilità dei propri atti, impegnando forze e risorse per aiutare i residenti ad uscire da una situazione di assoluto disagio dalla quale loro stessi chiedevano di essere salvati.
Perché sono stati molti dei residenti a chiedere al Comune un aiuto per uscire dal Palazzo verde, non più sicuro per se stessi e le proprie famiglie, a chiedere un sostegno per trovare una collocazione diversa, per toglierli da una condizione di oggettivo pericolo. Non si sentiva, allora, nessuna delle voci che in queste settimane si levano contro il Comune, gridando allo scandalo, facendosi paladini dei diritti dei residenti.



Il Comune è intervenuto, invece, avviando un impegnativo percorso di dialogo con le famiglie residenti, per ognuna delle quali è stato trovato un appartamento già nei giorni precedenti lo sgombero, elaborando un percorso di protezione sociale che consentisse ai residenti di non subire ulteriori danni dalla permanenza nel Palazzo.



L’integrazione, la protezione sociale e la riqualificazione del tessuto urbano vanno di pari passo: per questo la Giunta ha avviato un processo di riqualificazione dell’area di Via San Pietro, di cui lo sgombero rappresenta uno dei passaggi principali.



Chi nega questi fatti o li ignora oppure – questo è il sospetto – lo fa per motivi altri rispetto a quelli proclamati: l’integrazione e la protezione sociale non si attuano con manifestazioni e comitati che dividono, invece di unire. Si fa con i fatti.
Adesso come in giugno mi schiero con forza con il Sindaco e la Giunta che, con lui, ha deciso di assumersi la responsabilità di questa decisione.