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Agricolturismo in Emilia R.: un sito e due nuove guide

Dalle case di montagna in sasso alle corti nobiliari settecentesche, dalle case coloniche più spartane alle dimore di charme con piscina: sono 581 gli agriturismi in Emilia Romagna per un totale di circa 6.500 posti letto. Negli ultimi anni sono cresciuti a un ritmo annuale di circa il 10% (l’anno scorso erano 528), superando così la media nazionale che nel 2004 è stata del 7,1%.

Per scoprirli ora basterà un clic (Agriturismo Emilia Romagna), un sito nato da poco e dotato di un efficiente motore di ricerca per individuare subito l’agriturismo più vicino alla proprie esigenze.
Chi predilige invece strumenti di consultazione più tradizionali potrà sfogliare la nuova guida su carta a colori di 300 pagine: ‘Agriturismi in Emilia Romagna‘.
Sito e guida sono stati realizzati da Apt Servizi, in collaborazione con l’assessorato regionale all’Agricoltura.
Un’altra novità anche per il turismo enogastronomico: è appena uscita l’edizione riveduta e aggiornata delle 13 Strade dei Vini e dei Sapori per il turista che va alla ricerca di eccellenze enogastronomiche: i percorsi alla scoperta del gusto coinvolgono 1.300 imprenditori in Emilia-Romagna di cui il 50% sono imprenditori agricoli.
La guida, dal titolo ‘Emilia Romagna Strade dei Vini e dei Sapori‘, è a cura di Apt Servizi Emilia Romagna.

Le due nuove guide ed il sito Internet sono state presentate oggi a Bologna dall’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni e dall’Amministratore Delegato di Apt Servizi Giuseppe Chicchi, secondo il quale “gli agriturismi rappresentano un sostegno anche alla ricettività nelle città d’arte. Le strutture ricettive dei centri urbani – ha spiegato Chicchi – lavorano soprattutto con il turismo fieristico e d’affari e non sempre riescono a rispondere alla domanda turistica tradizionale in cerca di prezzi più contenuti: gli agriturismi possono così contribuire a completare l’offerta ricettiva delle nostre città.”

“Le imprese agricole del futuro – ha detto l’assessore Rabboni – sono aziende multifunzionali che fanno della qualità e della distintività dei prodotti tipici il loro punto di forza su mercati diversificati: se il tradizionale mercato dei prodotti agroalimentari non basta più da solo ad assicurare un reddito soddisfacente, gli agricoltori devono guardare anche a mercati alternativi come quello energetico (produzione di energia dalle biomasse) e quello, appunto, del turismo che riscopre la campagna”.

“Gli agriturismi sono una realtà in crescita, – ha ricordato Rabboni – con un volume di affari che, nel 2004, ha quasi toccato i 65 milioni di euro. Un successo che si deve alla vocazione turistica e alla cultura dell’accoglienza del nostro territorio, alla disponibilità di ottimi prodotti tipici, ma anche alla forte attenzione della Regione per il settore. Voglio ricordare – ha concluso l’assessore – la legge regionale sugli agriturismi del ’94 e quella che nel 2000 ha creato il circuito dei percorsi enogastronomici, oltre alle numerose risorse stanziate dal Piano regionale di sviluppo rurale, il microcredito per sostenere le attività nelle aree montane e i fondi per promuovere la formazione degli operatori di agriturismo”.