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Lo Spi di Modena alla ‘Settimana della legalità’ in Calabria

Si è svolta a Catanzaro, dal 6 al 10 marzo la ‘Settimana per la legalità’ promossa dallo straordinario movimento dei ‘Ragazzi di Locri’. I giovani calabresi sono i protagonisti di questo sorprendente movimento di lotta alla mafia, a tutte le mafie, che sta rinascendo al Sud.


Giovani straordinari. Né martiri né eroi. Ragazzi che semplicemente vogliono pensare al loro domani senza dover scappare dalla loro terra.
Restando e resistendo, da cittadini.
Da loro è partita l’idea: una intera settimana di confronti, dibattiti e tavole rotonde sulla legalità, con evidente riferimento alla qualità della
democrazia, del lavoro e della partecipazione.

La Cgil e lo Spi calabresi non potevano allora dire di no! Hanno sostenuto e sponsorizzato l’organizzazione di oltre quindici iniziative di
riflessione in questa eccezionale settimana.
Anche la Cgil e lo Spi dell’Emilia-Romagna vi hanno partecipato, in virtù di quel Protocollo di collaborazione e cooperazione solidale, sottoscritto
recentemente dalle segreterie regionali dei Sindacati pensionati dell’Emilia e della Calabria, sui temi che legano la sicurezza, la legalità, la giustizia sociale e lo sviluppo.
All’interno di questo Patto fra i sindacati regionali, lo Spi di Modena e lo Spi di Catanzaro hanno stretto un rapporto più diretto di “gemellaggio”
politico sui temi della sicurezza e lo sviluppo, con l’obbiettivo di porre a confronto le esperienze, le sensibilità e gli obiettivi fortemente convergenti anche fra gli anziani delle due province. I pensionati dello Spi, sanno molto bene quanto siano legate le prospettive di crescita e sviluppo civile e democratico dell’intero Paese con la battaglia contro la criminalità organizzata e le mafie.

Era questo il tema dell’incontro a cui ho partecipato personalmente giovedì 9 marzo, in una sala ancora incredibilmente gremita alle ore 20.30 di sera,
con le persone ad ascoltare e a raccontare le loro esperienze, nella rinnovata convinzione di poter dare forte rilancio alla battaglia contro la
ndrangheta, le mafie ed il malaffare che deprime l’intera regione calabrese ed il Mezzogiorno.
Salvatore, un giovane studente catanzarese, notava con rabbia che dal Governo sono venuti atti ed aggressioni contro i giudici e la Magistratura
e – contemporaneamente – un silenzio assordante e colpevole nei confronti della criminalità mafiosa. Anzi, si candidano i loro amici al Parlamento.
Ciò fa sentire, qui in Calabria, con drammatica crudezza l’inadeguatezza degli indirizzi di governo, nonostante l’abnegazione e lo sforzo quotidiano
delle forze di polizia, come testimoniato dall’intervento del giovane vice Questore Carlutti.

Il feroce assassinio del Presidente del Consiglio regionale Fortugno, ha confermato che in Calabria la ndrangheta sta rialzando la testa, e sfida
l’intera società civile per ribadire il proprio dominio.
Ma la criminalità organizzata non ha messo in conto questo formidabile risveglio delle coscienze giovanili. Il grande movimento degli studenti che
da Locri si è diffuso in tutta la Calabria, contagiando una popolazione che visibilmente chiede una svolta ‘epocale’ allo Stato, alle istituzioni, alla economia.

Ecco perché la Cgil e lo Spi sono stati da subito interlocutori seri e credibili per questi giovani. In questo contesto assume un senso concreto, non retorico, il patto di gemellaggio fra lo Spi emiliano e calabrese contro le mafie. Perché le mafie del Sud cercano da anni occasioni ed opportunità per infiltrare nelle nostre province ricche i loro ingenti
investimenti, ‘lavare’ così denaro sporco, e radicare i canali dei traffici delle droghe e dei flussi dei clandestini e della prostituzione.
È dunque più che mai decisiva una battaglia comune di tutti i democratici per la legalità e il contrasto della criminalità economica in Italia come
in Emilia.
La lotta alla mafia è un dovere di tutti perché è questione nazionale. Questo è quanto ho cercato di argomentare nell’intervento che ho portato a
quella bellissima tavola rotonda di Catanzaro.
Ma la risposta più fresca e straordinaria, l’ha portata il giovane che concludendo e ringraziando gli intervenuti, ha raccomandato a tutti un
impegno attuale per introdurre e far vivere “……un 11° Comandamento: non uccidere la speranza”!

(Franco Zavatti – Segretario provinciale Spi/Cgil Modena)