Home Bassa modenese Carpi: un Piano di Zona per la salute e il benessere

Carpi: un Piano di Zona per la salute e il benessere

Nei giorni scorsi il Consiglio dell’Unione delle Terre d’argine e i Consigli comunali dei quattro comuni che ne fanno parte (Campogalliano, Carpi, Novi di Modena e Soliera) hanno approvato le delibere relative all’Accordo di programma per l’adozione del Piano di Zona per la Salute e il Benessere sociale 2009-2011 e del Piano attuativo 2009 del Distretto Ausl e dei Comuni delle Terre d’argine.

Gli interventi previsti ammontano a 37,7 milioni di euro in totale per il 2009, suddivisi in diversi ambiti: anziani, disabili, giovani, immigrati, famiglie, povertà. Si insiste molto nel Piano sull’integrazione tra i soggetti pubblici e privati che partecipano sul territorio ai progetti definiti nel Piano, con l’obiettivo di arrivare a garantire il benessere delle persone a 360°. La novità del 2009 la creazione di un Fondo locale di ambito distrettuale nel quale confluiranno risorse (1.4 milioni) per finanziare programmi e servizi.
Qualche numero sul documento approvato dagli enti locali: sono 233 i servizi compresi nel Piano, divisi in sei macroaree strategiche, e che hanno l’obiettivo di realizzare oltre 300 obiettivi. La maggior parte delle risorse 2009, 15,5 milioni, sono state previste per interventi a favore degli anziani, 9,1 per infanzia ed adolescenza, 7,8 per i disabili. Quasi 10 dei milioni di euro previsti nel Piano Attuativo 2009, che coinvolge comuni, Unione Terre d’argine, Regione, Azienda Usl, Provincia, soggetti pubblici come l’Asp, gli utenti, i donatori privati come la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, sono previsti nell’ambito del Fondo regionale per la non autosufficienza per anziani e disabili; 6,3 sono inoltre a carico del Comune di Carpi, 2,4 del Distretto sanitario, 7,1 dell’Unione, 1,4 di Soliera, 821 mila euro di Campogalliano e 699 mila di Novi. Gli utenti contribuiranno infine con 6 milioni e 130 mila euro.
Da ricordare infine che nel corso del triennio di validità del precedente Piano di Zona si è superata la gestione associata dei servizi con la nascita dell’Unione Terre d’argine e il conferimento di alcuni di questi all’Azienda per i Servizi alla Persona (Asp) nata nel 2007.

Ampio dibattito in Consiglio Comunale sul Piano di Zona
Il dibattito sul Piano di Zona, tenutosi a Carpi durante la seduta del 26 febbraio scorso del Consiglio comunale, ha visto l’introduzione dell’assessore alle Politiche sociali Cinzia Caruso, che ha illustrato le caratteristiche e le finalità delle delibere in discussione. Caruso ha dato anche qualche cifra esemplificativa della complessità della materia in discussione: oltre 17mila sono stati gli accessi allo Sportello sociale Nemo di Carpi nel 2008; si è arrivati all’azzeramento delle graduatorie maschili per l’accesso alle case protette (non succedeva dal 2005) mentre quelle femminili contano poco più di 30 nomi contro i 160-170 di qualche anno fa. 90mila euro in più sono stati stanziati per il Progetto povertà. Dal primo di marzo è partito infine il turno infermieristico sulle 24 ore alla Residenza assistita Il Carpine.
Dopo Giovanni Bursi di Aretes, la società di consulenza che ha contribuito a stilare i documenti in discussione, ha preso la parola il Direttore del Distretto sanitario di Carpi Claudio Vagnini, che ha ribadito come sia importante procedere ad una maggiore integrazione tra sociale e sanitario, tra l’altro sul tema della cronicizzazione della malattia legata all’invecchiamento della popolazione, il diabete, lo screening sul tumore al colon-retto, i tempi di attesa. “Bisogna lavorare sugli stili di vita della popolazione puntando ad esempio agli anziani che guidano o all’alimentazione dei cittadini.
Abbiamo svolto in questi anni un grande lavoro sulle demenze e vogliamo rafforzare il servizio di Diagnosi e Cura con appartamenti protetti. Bisogna inoltre certamente fare di più – ha detto – sul tema della prenotazione delle visite: una su cinque salta perché chi la chiede non si presenta e non avvisa”. Sono intervenute poi Daniela De Pietri e Francesca Cocozza (Pd), così come Lorena Borsari (IdV, sui tempi di attesa, l’accreditamento esterno, le consulenze e gli incarichi che sottraggono fondi). Massimo Valentini (Rc) ha sottolineato dal canto suo invece quanto poco interesse i governi degli ultimi venti anni abbiano dimostrato verso le tematiche sanitarie e sociali, e come la mancanza di lavoro crei problemi anche a livello di welfare. “E il terzo settore non è sempre valido in sé, gli enti locali controllino meglio visto che mettono i soldi”. E se Claudio Boccaletti (LtC) ha chiesto conto di alcuni dati presenti nelle tabelle allegate ai documenti in discussione, Stefania Gasparini (Pd) ha ribadito la positività del conferimento all’Unione anche di alcune materie legate alle Politiche sociali e ha chiesto più integrazione nel campo degli interventi rivolti ai giovani, e nei confronti dei soggetti privati. Roberto Andreoli (capogruppo di Forza Italia) dal canto suo ha esplicitato le proprie critiche in primis sulla scelta di uno studio esterno per la redazione del Piano, poi sul fatto che questo non è stato approntato dialogando con i diversi soggetti interessati (“E’ un accordo blindato, manca di flessibilità”) e infine sui benefici solo presunti che l’Unione avrebbe apportato nelle scelte concrete. “Chi controlla il divieto di vendita ai minori di 18 anni dell’alcool? Si possono educare i medici di base che prescrivono troppi esami ed analisi?”.
L’assessore Caruso ha replicato a Boccaletti sui dati da lui richiesti; ad Andreoli dicendo che i suggerimenti emersi nella Conferenza sul Piano di zona del 7 febbraio scorso saranno tenuti in considerazione ma che “il punto critico di questo strumento è proprio il suo essere elefantiaco nonostante i nostri sforzi per semplificarlo”; a Valentini dicendo che gli affidamenti diretti alle cooperative sociali sono residuali per il Comune di Carpi. Argio Alboresi (Lega nord) in sede di dichiarazione di voto ha ricordato infine come il Piano di Zona “sia un nuovo contenitore voluto dalla sinistra emiliana e sostenuto dal Pd locale, dove inserire regole e direttive atte a creare nuova burocrazia e sempre più spersonalizzazione dell’utente. Ancora più grave la Lega nord giudica il messaggio che a Carpi e in tutta l’Emilia si proceda nella politica di accoglienza sfrenata ai migranti”.
Al momento del voto la delibera in discussione è stata approvata con i voti contrari di Lega nord, Fi, LtC, Udeur, e l’astensione di Rc e IdV.