
Si è aperto poi un ampio dibattito inaugurato dal consigliere Paluan (Lista civica Carpi a 5 Stelle-Prc-BeppeGrillo.it), che ha sottolineato di avere accettato la mediazione del Presidente del Consiglio per arrivare ad una soluzione che riconoscesse il principio di rappresentanza, “in quanto ora ben il 14% dell’elettorato carpigiano non viene rappresentato dal Consiglio dell’Unione, ente sempre più importante. Non vediamo conversioni di Pd e Pdl in un senso o in un altro, questo è un vulnus istituzionale: uscirò dall’aula al momento del voto e lo farò anche in futuro quando verranno trattati in aula punti di competenza dell’Unione”. Giliola Pivetti (ApC) ha parlato di “un’operazione pilatesca, una pagina non bella” riferendosi a quanto si stava decidendo in aula su questo argomento, ovvero la dilazione del tema a tempi futuri. Argio Alboresi (capogruppo di Lega nord Padania) invece ha sottolineato come una proposta di un Consiglio composto da 9 consiglieri di maggioranza e 6 di opposizione avrebbe dovuto essere accettata dal Pd “che dovrebbe fidarsi dei cittadini e dei rappresentanti degli altri comuni; mentre un rapporto 11 a 4 o anche 10 a 5 non dimostra ciò. E non ce l’ho con Pivetti”. E se Roberto Benatti (Pdl) ha esordito chiedendosi chi rappresentino davvero politicamente i consiglieri dell’Unione affermando poi “che il rapporto 10 a 5 non si spiega” l’esponente del Popolo delle Libertà si è detto favorevole a presentare le interrogazioni dei due gruppi consiliari carpigiani non rappresentati nel consesso dell’Unione al Presidente Cavazzuti. Davide Dalle Ave (Pd) ha invece ricordato come la proposta di un rapporto 9 a 6 avrebbe fatto cadere il principio di governabilità dell’Unione e che l’unico gruppo disposto a cedere un suo rappresentante alle minoranze “è stato quello del Pd. C’è stata una mancanza di condivisione da parte dei gruppi di minoranza: siamo disponibili a riaprire una riflessione sul tema sperando di arrivare ad una sintesi più ampia”. Roberto Andreoli (capogruppo Pdl) ha infine chiuso gli interventi ricordando che il criterio che vede 15 dei 30 consiglieri dell’Unione nominati dal Consiglio comunale di Carpi “non è fondamentale anche se legittimo, va legato alle contingenze a seconda delle dinamiche politiche. Meglio tenere l’attuale criterio 10 e 5, anche se avremmo fatto meglio a chiedere una divisione 9 a 6 al momento della presentazione dell’ordine del giorno, piuttosto che un compromesso al ribasso”.
La revisione allo Statuto dell’Unione delle Terre d’argine è stata alfine approvata da tutti i gruppi presenti in aula meno l’ApC: uscito dall’aula il consigliere Paluan.
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La Presidenza del Consiglio comunale di Carpi ha promosso per il mese di ottobre tre appuntamenti destinati ai nuovi consiglieri, per aiutarli a conoscere meglio il funzionamento dell’ente locale e ad approfondire gli strumenti a loro disposizione in modo da svolgere appieno il mandato (nonché offrire ai consiglieri con maggiore esperienza un’opportunità di aggiornamento). Gli incontri, estesi anche agli assessori comunali e ai consiglieri dell’Unione Terre d’argine come concordato con il Presidente del Consiglio dell’Unione, si terranno presso la Sala del Consiglio comunale di Carpi e prevedono il seguente calendario:
Sabato 3 ottobre, ore 9.30. Procedure e atti amministrativi di competenza del Consiglio comunale. Interviene il Segretario generale del Comune di Carpi, Giorgio Masini
Sabato 17 ottobre, ore 10. Struttura e lettura del bilancio, attività di programmazione e gestione del Bilancio pluriennale: competenze del Consiglio comunale. Intervengono il Presidente del Collegio dei revisori del Comune di Carpi, Giovanni Ravelli, e la dirigente del Settore Bilancio e Programmazione Finanziaria, Patrizia Mantovani
Sabato 31 ottobre, ore 10. Territorio e Pianificazione Territoriale – Opere pubbliche. Interviene il dirigente del Settore Lavori pubblici-Infrastrutture e Patrimonio-Pianificazione Urbanistica-Edilizia privata Norberto Carboni.

