
Pur comprendendo le motivazioni addotte dal Dipartimento di Protezione Civile, secondo il quale che la spesa da sostenere per tutti i soccorritori era troppo alta (circa 9 milioni di euro), per la Cisl non è accettabile che l’emergenza e la consueta abnegazione di fedeli servitori dello Stato siano piegate a queste operazioni di business.
«Non esistono medaglie o altri gadget che possano ripagare il sacrificio del nostro personale in quei giorni, ma mi pare assurdo che per potersi insignire di tali fregi uno se li debba pagare di tasca propria – afferma Ghinelli – Si faceva forse più bella figura a non proporre tale prerogativa, che è una vera e propria presa in giro per tutti i Vigili del Fuoco. Noi, così come altri soccorritori, la mattina del 6 aprile 2009 non ridevamo affatto; mezz’ora dopo il sisma stavamo già raggiungendo in tutta fretta L’Aquila e dintorni da ogni parte d’Italia, con la consapevolezza che ci aspettavano momenti difficili sotto il profilo fisico e psicologico. Il grazie ricevuto dagli abruzzesi vale più di medaglie e pezzi di carta, la loro riconoscenza sincera – conclude il segretario provinciale della Fns-Cisl di Modena – rappresenta l’unico e indimenticabile riconoscimento per ciascun nostro operatore intervenuto».

