
E’ un evento internazionale che vuole celebrare il sonno in tutti i suoi aspetti: la conoscenza, la prevenzione e il trattamento dei disturbi, l’educazione a un “buon sonno”, la sicurezza alla guida. In Emilia-Romagna, quest’anno, l’evento sarò dedicato alla Sindrome delle apnee Ostruttive nel sonno (Osas), una patologia caratterizzata da russamento e apnee durante il sonno e sonnolenza diurna, di cui, nella nostra regione, sono affette circa 130.000 persone.
“E’ una patologia potenzialmente mortale per l’importante impatto cardiovascolare: i pazienti con apnee durante il sonno rischiano di diventare ipertesi e di avere un evento cardio o cerebro vascolare acuto, come l’infarto o l’ictus, più frequentemente di chi non è affetto” spiega il dottor Michele Giovannini, direttore dell’Unità operativa di Pneumologia dell’Azienda USL e presidente di turno dell’AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri) regionale Emilia, che ha partecipato a un gruppo di lavoro regionale incaricato di compilare un documento sul percorso diagnostico terapeutico su questa patologia.
E’ provato che il 25% della popolazione occidentale russa abitualmente e circa il 10% sviluppa la sindrome da apnea notturna. In Italia ne soffrono quasi 2 milioni di persone, mediamente il 2% delle donne e il 4% degli uomini, con una prevalenza intorno al 17% della popolazione fra i 30 e i 60 anni. Spesso, però, ci si reca dal medico solo dopo un evento grave, nonostante si tratti di una patologia potenzialmente mortale. In Emilia-Romagna, con un progetto “pilota”, gli specialisti che se ne occupano (neurologi, pneumologi, otorinolaringoiatri) propongono un percorso diagnostico terapeutico condiviso, organizzato in una logica di rete regionale, per migliorare il coordinamento e la cooperazione tra le varie unità operative.

