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Villa Ombrosa Modena: al via il recupero dell’edificio


Al civico 6 di via Vaciglio nord sono iniziati questa mattina i lavori per il recupero di Villa Ombrosa, lo storico edificio destinato a diventare la nuova Casa delle donne, punto di incontro, luogo di consulenza e accoglienza, sede delle associazioni femminili e della biblioteca del Centro documentazione donna.

All’apertura del cantiere sono intervenuti il sindaco Giorgio Pighi, il presidente della Fondazione cassa di risparmio di Modena Andrea Landi, gli assessori comunali ai Lavori pubblici Antonino Marino e alle Pari opportunità Marcella Nordi, il presidente della Circoscrizione 3 Loris Bertacchini.

Il recupero della Villa, circondata da un grande parco di sequoie secolari, è da tempo nelle intenzioni dell’Amministrazione comunale. L’attuale progetto è frutto della collaborazione tra il Comune e le associazioni femminili del territorio; costerà complessivamente un milione 600 mila euro e sarà finanziato dall’Amministrazione e dalla Fondazione cassa di risparmio di Modena.

Il primo stralcio dei lavori è relativo alle opere strutturali e di consolidamento del corpo principale del fabbricato, appartenuto nel Settecento all’erudito modenese Ludovico Antonio Muratori e dal 1978 di proprietà del Comune. L’importo dell’intervento, interamente finanziato dalla Fondazione cassa di risparmio di Modena, è di 900 mila euro. Per completarlo ci vorrà oltre un anno. Una volta consolidato e ristrutturato l’edificio, si potrà procedere alla seconda fase dei lavori e alla realizzazione del progetto architettonico elaborato dal settore Lavori pubblici del Comune, che prevede la realizzazione di uffici, sale per l’accoglienza, l’ascolto e la consulenza.

L’edificio è costituito da quattro piani e, complessivamente, ha una superficie di 800 metri quadrati. Al primo piano saranno collocati gli uffici del Centro documentazione mentre i piani superiori ospiteranno gli uffici e i servizi di varie associazioni, come l’Udi, l’associazione Differenza maternità, il Centro antiviolenza, il gruppo Donne e giustizia, l’associazione Adaser e l’associazione Donne nel mondo. Mentre al pian terreno, alto solo 2 metri e 40, si prevede di realizzare l’archivio del Centro documentazione donna.

Sarà invece demolita la struttura ad un solo piano che si trova sul lato ovest del fabbricato, costruita in tempi successivi rispetto alla villa e con criteri diversi. Al suo posto verrà edificato un nuovo corpo che si svilupperà sui lati nord e ovest. Il lato nord del nuovo edificio, che complessivamente avrà una superficie di 160 metri quadrati, diverrà l’ingresso principale della Casa delle donne, mentre la parte ad ovest sarà destinata a spazio per attività comuni e sala riunioni. Il tetto dell’ampliamento verrà ricoperto da uno strato di terra piantumata con piccole essenze arbore; inoltre saranno installati pannelli solari e fotovoltaici. Gli innovativi accorgimenti di ecosostenibilità con cui sarà realizzata la Casa delle donne consentiranno alle associazioni di ridurre i costi di gestione. La superficie lorda del fabbricato, comprensiva della nuova costruzione, sarà di circa mille metri.




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