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Green economy in Emilia-Romagna: i dati del rapporto 2012. Sono circa 2 mila le imprese ‘verdi’ sul territorio regionale

«I nuovi dati sulla green economy confermano che l’economia verde è una risorsa e un’opportunità per le imprese emiliano-romagnole. Un settore trasversale che ha saputo restare saldo anche in un momento difficile per l’economia di tutto il Paese creando nuovi posti di lavoro, obiettivo essenziale per la crescita e il rafforzamento dell’Emilia-Romagna». Lo ha detto l’assessore regionale alle Attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli, durante un incontro pubblico dedicato proprio all’economia verde, e citando il quadro emerso dal rapporto 2012 ‘Green economy in Emilia-Romagna’, il secondo realizzato da Ervet – dopo quello pubblicato ad autunno 2010 nell’ambito della convenzione con la Regione – che fotografa sul territorio il fenomeno del “business verde”. Il rapporto presenta i dati divisi per settori produttivi e territori provinciali.

In Emilia-Romagna la “rivoluzione verde” continua: la green economy si sta consolidando sempre più come modalità produttiva che contraddistingue trasversalmente tutti i settori dell’economia.

Sono circa 2 mila (1.996) le imprese green sul territorio regionale, la maggior parte attive nel settore agroalimentare (36%), seguito dal settore del ciclo dei rifiuti (15%) e dell’edilizia (10%). Bologna è la provincia con più imprese green, con 343 imprese che investono in prodotti e tecnologie verdi, seguita da Modena e Reggio Emilia a pari merito, con 298 imprese.

Il settore agroalimentare con 720 imprese pari al 36,1% del totale fornisce il principale contributo alla green economy regionale. Il settore, oltre ai trasformatori biologici, contiene al proprio interno anche imprese dedite alla fabbricazione, installazione e riparazione di macchinari e tecnologie utilizzate a vario titolo nella filiera della produzione alimentare (ad es. macchinari e utensili per dosature e movimentazione imballaggi, per allevamenti, per produzione di imballaggi o di fertilizzanti e concimi).

Al secondo posto, con 308 imprese complessive, pari al 15,4%, troviamo il settore del ciclo dei rifiuti che comprende non solo aziende che operano nella raccolta, trasporto, smaltimento/recupero e gestione dei rifiuti ma anche aziende attive, per esempio, nella rigenerazione dei pneumatici, o nella costruzione di tecnologie e macchinari a supporto del recupero. Questo settore, accorpato ai due affini bonifica siti e gestione verde e disinquinamento, raggiunge una quota del 20,8% ben lontano dal 36,1% dell’agroindustria.

Al terzo posto viene l’edilizia, con 203 imprese, pari al 10,2%, costituito da imprese di costruzione e manutenzione edile/impiantistica tradizionalmente legate al mondo delle costruzioni ma anche fornitori di tecnologie ambientali e/o prodotti green (quali pacchetti termoisolanti, barriere acustiche, impianti di trattamento aria, acqua, illuminotecnica, piastrelle ecologiche, etc) che sostengono lo sviluppo della bioedilizia.

Quarto, per numero assoluto di imprese, è l’altro settore (assieme a quello dei rifiuti) tradizionalmente green, quello delle imprese del ciclo idrico integrato impegnate a vario titolo nel trattamento e gestione del bene acqua (187 imprese pari al 9,4% del totale regionale). Dal punto di vista della tipologia di attività, troviamo società che operano nella gestione delle acque potabili e di scarico ed aziende che forniscono, producono e installano tecnologie e/o prodotti direttamente utilizzabili dagli operatori.

Sotto il 10% gli altri settori: Rinnovabili ed efficienza energetica (ad esclusione dei soggetti attivi nella certificazione energetica) che si attesta sull’8%, Mobilità (imprese prevalentemente attive a vario titolo nei sistemi di trasporto alternativi alla gomma) pari all’7,7% e Meccanica allargata (prevalenze di imprese meccaniche che forniscono macchinari, attrezzature e componentistica a supporto di altri settori come quello energetico e del ciclo dei rifiuti e idrico) 4,8%.

La suddivisione delle imprese per ambito territoriale: Bologna (343 imprese); Modena e Reggio (298 imprese a testa): Forlì-Cesena (240 imprese); Ravenna (223); Parma (204); Ferrara (164); Piacenza 119); Rimini (107).

L’agroalimentare rappresenta il primo settore in tutte le province ad eccezione di Reggio Emilia dove il primo posto è occupato dalla Bioedilizia; nella ripartizione dei settori all’interno di ciascun territorio da rilevare anche il secondo posto della Mobilità a Ravenna.

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