Altra chiusura eccellente in una Sassuolo dove cinema e locali notturni non sembrano riuscire a trovare la loro collocazione dentro la città del terzo millennio. Chiude infatti anche l’Area, storico locale di via Atene che fece la storia della Sassuolo by night da metà degli anni Novanta a inizio Duemila, quando è cominciata una decadenza che obbliga oggi i proprietari a chiudere del tutto i battenti. “Nel tentativo di rilanciare il locale la scorsa stagione lo abbiamo dato in gestione ad un’associazione, la 41049 di Alan Barbieri, ma i risultati sono stati molto inferiori alle aspettative e ci siamo visti costretti a gettare la spugna”, spiega Emilio Anselmi, uno dei proprietari del locale che pure ne aveva gestito la fase ascendente, salvo poi trovarsi a fare i conti “prima con modelli di aggregazione che sono cambiati, poi con la già citata gestione con la quale, tengo a precisare, la proprietà nulla aveva a che fare”.
E con un locale che oggi sarebbe, dice Anselmi, “l’unico del genere a Sassuolo, e sarebbe in grado di accogliere le istanze dei tanti sassolesi che invece scarrozzano i loro figli fuori città. Purtroppo, ci troviamo fare i conti con una realtà poco ricettiva da questo punto di vista e dopo dieci anni di programmazione saltuaria l’Area può essere considerata un ex locale, o meglio un altro pezzo di Sassuolo che non c’è più. La stessa amministrazione, tra 2009 e 2010, aveva parlato di intraprendere azioni che potessero tenere il cosiddetto popolo della notte lontano dalle zone residenziali, organizzando trasporti ed eventi proprio presso l’Area, ma evidentemente non ne hanno trovato il modo, o hanno fatto altre scelte”. Dall’Area sono passati, negli anni belli, migliaia di sassolesi, attratti da un cartellone che variava sul tema dell’intrattenimento tout court fino a serate con dj o serate di spettacolo e cabaret, esaltate da sinergie con altri locali a la page come il Sottovento o La Zangola e oggi lo stabile fa quasi malinconia.
“Del resto – chiude Anselmi – non abbiamo scelta: il locale potrebbe avere anche una sua funzione aggregativa e sociale, essendo l’unico del genere a Sassuolo, ma da una parte l’esperimento dell’ultima gestione ci ha portato soprattutto grattacapi e polemiche, dall’altra non ci sembra che, anche a livello di amministrazione, ci sia alcuna volontà di mettersi a attorno ad un tavolo per trovare il modo di dotare la città di una struttura che pure i giovani sassolesi, e i loro genitori che li portano nottetempo un po’ dovunque, immaginiamo gradirebbero”.
Se avessi ancora voglia di buttarmi in questo settore in un ambiente strutturato come l’area si potrebbe pensare di fare un posto accessibile a tutti i gruppi e artisti in cerca di strutture che possano concedergli un palco su cui esibirsi. Sullo stile di alcuni locali metropolitani che dopo una selezione per verificare la qualità dell’artista danno libero accesso per l’esibizione, ripetendo, in caso di successo l’esperienza. In questo caso si potrebbe pensare ad una partecipazione del comune attraverso l’assessorato competente che dia solo un appoggio strutturale lasciando stare quello ideologico visto che il comune e’ un bene di tutti i cittadini e non solo quelli di una parte politica. Nel comprensorio si contano centinaia di gruppi musicali in cerca di un posto in cui esibirsi e portare il loro seguito nel luogo dell’esibizione. Ci vuole solo un gruppo serio e con voglia di fare che aggiunga altre idee e iniziative che si discostino dalle solite serate con tavoli bottiglie e selezioni varie che ormai non hanno più senso di esistere e di cui la gente e’ stufa.
Mi vien da dire che il Temple della precedente gestione funzionava proprio così. Questo evidentemente no. Anche se al bancone c’è molta gente che ordina la birra.
InventIon l’idea è ottima. Magari.
Ma per fare cultura temo ci vogliano le sovvenzioni e tutti gli aiuti possibili e immaginabili. Soprattutto in questo territorio. Ma anche altrove, suppongo.
In soldoni: se vuoi starci dentro con le spese ti tocca di chiamare le solite cover band. Il che a mio parere può essere intrattenimento -dipende dalla qualità- ma difficilmente è cultura.
E il mio pensiero su “quello che è rimasto a Sassuolo”, sull’assoluta mancanza di posti dove fare musica, era riferito alla cultura. Il che non toglie che anche uno spazio come quello da te proposto sarebbe cmq benvenuto, e sarebbe “anni luce avanti” rispetto a quello che c’è stato finora.
Meglio, in ogni caso, rispetto al vuoto di cui si parlava. Ma personalmente credo sarebbe ora di ripartire dai fondamentali. Il che fa di me, ça va sans dire, un outsider.
Saluti e buon lavoro.
Egregio Sig.Invention
Voglio fare una premessa, non sono abituato ai social network e tanto meno a confrontarmi con dei nickname,ma voglio fare un’eccezione,perché ho notato che nel sua analisi sicuramente c’e’ una persona che conosce il settore ed ha una visione che condivido ampiamente da tempo, ma purtroppo con sole le idee non si va avanti molto.Le dirò di più’ ,se Lei ed altri fossero interessati a ributtarsi nel settore con queste idee mi troverete al Vostro fianco,come sempre abbiamo cercato di fare, per dar vita a un centro aggregativo che come Lei ha ben delineato,cosa che ben si dica per i giovani c’e’ ne un bisogno che fa paura.
Ok, vabbè. Apriamo l’angolo della nostalgia.
C’era una volta Sassuolo che aveva 5 cinema.
Aveva un teatro.
Aveva 5 discoteche.
Aveva un centro sociale.
(Mai avuto un posto dove fare musica.)
Ora ha:
- un teatro “commissariato”,
- nessuna discoteca,
- nessun cinema.
- nessun centro sociale.
(E sempre nessun posto per fare musica. Infatti anche i due negozi di musica che c’erano hanno da tempo chiuso.)
In compenso abbiamo diversi impermercati.
Buongiorno ! Aggiungo che ci tolgono anche un ufficio postale ( quello di montegibbio ) che talvolta con le sue code era diventato un punto di aggregazione anche quello
Cordiali saluti
non ci aiuta nessuno e noi non andiamo più là.
gne gne gne
Condivido e sottoscrivo il post di Paola Ammannati (e posso dire “competente in materia”), aggiungo solo che comunque non bisogna mai mollare …..
Io passo da qui e rimango senza parole. Senza parole per la cattiveria della gente. Senza parole per ciò che esce dalla tastiera di gente che non ha neanche il coraggio di firmarsi col proprio nome e che spara a zero su Alan senza neanche magari aver mai visto la sua faccia.
Ritengo sia sbagliato parlare di lui, come ritengo sia sbagliato da parte degli Anselmi (mi perdonino perché sanno quanto gli voglio bene, mi hanno praticamente cresciuta) aver fatto il suo nome come, tra virgolette, colui che avrebbe fatto chiudere i battenti all’Area.
Al di là dei dissapori, delle incomprensioni, o delle voci che possono esserci in giro, credo si stia spostando il discorso su qualcosa che non c’entra nulla solo per aver un responsabile e qualcuno da incolpare, quando in realtà non c’è.
Si parla di un altro locale storico che chiude, un altro pezzettino della nostra adolescenza che se ne va, come se ne è andato il Goya, come se n’è andato l’Oasis, come se ne è andato poco lontano da Sassuolo addirittura il Picchio Rosso.
Non credo si possa attribuire la colpa di questo al sindaco, alla politica, o a chi ce l’ha avuto in gestione nell’ultimo anno (dopo almeno altre 5 o 6 gestioni fallite negli ultimi 10 anni, ricordiamocelo). Semplicemente cambiano i gusti, cambiano le mode e con loro anche i locali, è così in tutta la provincia, in tutta Italia…. e credo che molti di voi siano davvero ridicoli, ad usare questa nuova chiusura, anziché per ricordare i bei tempi che furono, solo per fare polemica e incolpare qualcuno usandone nome e cognome così, giusto per parlare male di qualcuno. Molti di voi, soprattutto quelli che “sentono le voci”, farebbero più bella figura a stare zitti.
Salve
Già anche io concordo sul cambiamento dei tempi
MI salta agli occhi che gli esempi da Lei portati hanno loro stessi estromesso precedenti comportamenti delle persone, e così via andando all’indietro.
Quel che mi stupisce è il fatto di concentrarsi sulla presunta incapacità dell’ìultimo arrivato (cosa non esclusa ma nemmeno confermata) come se fosse l’unica causa (un vizietto molto di moda voler sempre trovare un colpevole che, guarda caso è sempre l’ultimo), e lamentarsi di essere vittime delle stesso trattamento che all’inizio si è imposto ai precedenti (spero capisca che non mi riferisco a colpe o negligenze particolari ma semplicemnte ad naturale evolversi delle situaizoni che cambiano gusti e comportamenti)
A parte considerazioni sulla dislocazione (in zona lavorativa) non credo nemmeno in grosse colpe di questo o quel gestore se non essersi fidato di una situazione che era favoevole (per me anomala) e col tempo è mutata, o fors’anche aver ragionato come se quella situazine fosse normale e non un anomalia che c’è da stupirsi sia durata cos’ tanto.
Ma questo è un discorso molto più generale che la semplice gestione di un locale e focalizzarsi solo su quest’ultimo aspetto come cusa unica di tutti i mali mi sembra riduttivo.
Cordialmente
Cara Paola, e pc Caro Andrea
Anch’Io sono rimasto senza parole per alcuni commenti che sono stati scritti,ma finché tali commenti provengono da persone che probabilmente ignorano ciò di cui si sta parlando ………ci può anche stare,anche se invito questi ultimi a rileggere più’ attentamente ciò che ho rilasciato a mezzo stampa.Purtroppo anche Tu,Paola,sei scivolata in dichiarazioni un po’ avventate ,cosa che potevi evitare venendomi a trovare,visto il rapporto di conoscenza che come anche Tu hai ricordato è grande.Dal momento che,non voglio FOMENTARE DISCUSSIONI STERILI o STRUMENTALI,con persone tra l’altro che non so chi siano,ti invito a venirmi a trovare e a vedere così ti renderai conto che sono stato molto molto buono nei confronti di persone delle quali ti sei fatta paladina di salvezza.Un abbraccio Emilio
p.s : l’invito vale anche per Te Andrea
Emilio, io non volevo fare nessun tipo di dichiarazione, è questo il punto.
Il mio pensiero appena ho letto questo articolo, è andato all’Area, e tu lo sai benissimo quanto io tengo a quel locale. Non so cosa sia successo tra voi e Alan e credo di non volerlo neanche sapere, dico solo, come ho scritto, che mi sembra una cosa sbagliata, attribuire a lui la chiusura di un locale storico che purtroppo è passato di moda tanti anni fa.
Un bacione
Salve a tutti,
Alan Barbieri,
ho sentito cose inenarrabili su questo Sig., spero per lui che non siano vere.
certo che siete proprio incredibili, la colpa è sempre di qualcun altro, che caso….
Da quel che ho letto nel forum ho capito una cosa. Io professionalmente ho sempre lavorato a Reggio Emilia dove l’amministrazione comunale e’ da prendere d’esempio, anche se ultimamente un po’ scaduta, negli anni il comune per incrementare il movimento e divertimento dei reggiani ha messo a disposizione dei privati spazi di proprietà propria senza intervenire più di tanto sulla gestione e senza dare una matrice politica agli eventi a differenza da quello che e’ e sta succedendo a sassuolo, interpretando gli interventi scritti dai partecipanti al dibattito. La politica in generale deve iniziare ad imparare a non mescolarsi con il mondo imprenditoriale a piccoli ed a grandi livelli, perché dove succedere e successo le cose sono finite sempre in mer….ciao
Se ricordo bene per entrare all’Otto, al Piccadilly o al Picchio Rosso fino agli anni ’90 non c’era da fare la fila per un’ora, perché all’ingresso non c’era chi decideva chi doveva o non doveva entrare; pagavo il mio biglietto ed entravo, senza bisogno di lista, PR o abbigliamento consono (tipo camicia obbligatoria per i ragazzi o divieto della scarpa da ginnastica ) e una volta entrata riuscivo a conoscere gente e a instaurare relazione sociale, perché riuscivo a parlare e a sentire, dato che la musica andava a vari decibel di meno e avevo anche la possibilità di ballare qualche lento. La mentalità della gente è cambiata perché gliela hanno fatta cambiare; i ragazzi che oggi stanno su FB sono ragazzi come eravamo noi e quando trovano un luogo in cui divertirsi e stare in compagnia, escono volentieri dalla loro cameretta
evviva la verità
la gente vuole posti “liberi”.
e posti “liberi” significa anche “liberi” dall’ombra lunga del sindaco.
Destro, Sinistro o Centrale che sia.
Il Temple di Dudu Morandi era 10 volte più pieno di qualsiasi gestione successiva.
Perchè era free.
Open.
La politica fluidificava, dava una mano, ma non ti chiedeva voti in cambio.
Gli ARCI che funzionano, funzionano perché non sono contingentati dentro una logica di “fabbrica di preferenze”.
Ma finora questa Cecilia è stata l’unica persona che ha capito come funziona.
Infatti il Temple di Dudu Morandi fu chiuso dal PDS.
VCAS torna sulla terra.
SI è VERO,GLI STESSI CHE LO APRIRONO TRA L’ALTRO….E CHE CI PIAZZARONO DENTRO LA COPERATIVA KOALA,DI CUI MORANDI FACEVA PARTE…….NON E’ STATO BUTTATO FUORI,ERA SCADUTA LA CONVENZIONE E NON VENNE RINNOVATA,TUTTO QUI….A MIO AVVISO FU UNA GRAN CAPPELLA,MA NON VENNE SBATTUTO FUORI NESSUNO…..ANZI,IN QUEL PARTITO CHE LEI CITA PRESE PIEDE UNA POSIZIONE CHE APRI’ LA STRADA ALLA GESTIONE SUCCESSIVA UNA GESTIONE CHE VEDEVA DIVERSE ASSOCIAZIONI GIOVANILI RIUNITE IN CONSORZIO E DAI MIEI SPARUTI RICORDI POSSO AFFERMARE CHE NON FU FACILE DISSUADERE GLI EX DC DELLA MARGHERITA DAL VOLER FARE PIAZZA PULITA E FARE DENTRO ALLA CASA NEL PARCO UN INUTILE RISTORANTE…………………
Siamo qua a discutere sulla chiusura di un locale che ha avuto un vita produttiva malgrado i tempi piuttosto lunga. Il marabù che ha tutt’altro peso storico ha avuto una vita di soli circa 8 anni più lunga rispetto all’area. Quello su cui si dovrebbe riflettere e’ il perché da 20 anni a questa parte le discoteche nel distretto modena Reggio hanno chiuso nel 95%’ delle unita’ esistenti. Io una idea me la sono fatta, visto che da frequentatore e gestore ho una esperienza di circa 35 anni. Negli anni del primo calo di presenze, fine anni80, si e visto un rinnovo delle gestioni e degli stili utilizzando in prevalenza quelli provenienti dalle isole spagnole iniziando una movida notturna che ha portato Modena e Reggio al centro del divertimento del nord Italia. Poi sono mancate le idee c’è stata una massiccia offerta di situazioni tutte simili una all’altra. La gente si e’ staccata piano piano da quello che era il divertimento classico offerto dalle sale della zona portandole un ad una a chiudere i battenti. L’area e’ stata solo l’ultima di una lunga serie di fallimenti e chiusure volontarie, dovute nella maggior parte dei casi anche per i balzelli applicati agli incassi dallo stato e dalla SIAE che negli anni 90 ha avuto anche la bella idea di tassare gli inviti omaggio dando un doppio danno ai gestori. La cosa che manca adesso agli operatori del settore sono le idee. La soluzione per riportare le masse a riunirsi ed a divertirsi come una volta ancora nessuno l’ha inventata tutti continuano anche in riviera a spendere montagne di soldi in pr animazioni vocalist, chiudendo la serata con incassi che a malapena coprono le spese . Idee amici idee ci vogliono soluzioni innovative o,altrimenti come già sta succedendo perderemo le nuove generazioni sui social che già per la maggior parte dei casi non sanno neanche cosa vuol dire passare una domenica pomeriggio in discoteca.
Non cambierei nessuna domenica pomeriggio passata all’otto con una giornata su FB .ciao
Tutto vero e allo stesso direi inevitabile…….un tempo si ballava nelle stalle e nell’aia,poi arrivarono le balere,dopo son venute le discoteche,oggi invece i gestori devono per forza inventarsi acrobazie mortali per tenersi stretto clienti sempre più pieni di menate inutili…..ecco quindi che prima si fa l’aperitivo(indispensabile!!),poi si cena,poi arriva il numero di cabaret,poi finalmente si balla e infine ci sono i bomboloni prima dell’alba……
Mio nonno faceva il maniscalco,oggi nessuno fa più questo mestiere e non è che ci sia una gran domanda in merito,ma la questione in oggetto possiede a mio avviso particolarità più articolate e anche di natura “personale”:in campagna elettorale chi poi vinse le elezioni promise sostegno incondizionato al commercio locale e a tutte le iniziative(compreso quelle private)volte a riportare agli antichi fasti la vita notturna sassolese,con la promessa antistorica di riportare la Sassuolo del terzo millennio alla vita sociale degli anni 80……..ecco spiegato l’astio che emerge da questo comunicato ,stilato tra l’altro da un “commerciante” molto vicino all’amministrazione in carica.
presto o tardi nella vita, bisogna iniziare anche a lavorare.
Brutto periodaccio adesso…….
a lavorare si suda.
Eh si concordo anche io con l’amico Inventore, la sua e’ una analisi da gestore, la mia da cliente. Oltre alla piu’ variegata offerta di divertimento quello che e’ veramente cambiato e’ la mentalita’ della gente. Lo posso dire: io c’ero la domeniche dell’Otto o al Picchio Rosso, e ricordo molto bene quanto ci si divertiva tutti assieme… ora i ragazzi si trovano su FB soli soli nella propria cameretta, ma dicono di avere “1000 amici in lista”… si stava meglio quando si stava , quanto e’ vero questo detto!
la cosa più sconcertante è che è proprio l’inno del giovanilismo parrocchial-borghese di Sassuolo questa sequela di luoghi comuni. Non riusciamo proprio a fare di meglio temo. Peccato. ma pensare che il social network tenga in camera la gente è pazzesco. la tiene in camera se fuori puoi scegliere o di sedimentarti davanti al bancone di un pub, e sospirare guardando le ragazzelle nell’altro tavolo totalmente intoccabili ed inavvicinabili, oppure se puoi andare all’area ad imparare ad essere un nazista. Oppure puoi riunirti coi giovanilisti parrochial-borghesi di Sassuolo e farti un pizzino dal Megriscos, o attendere con impazienza che apra Ca’Alda per poi fiondarti in qualche luogo dove hanno a Luglio tutti più o meno quel colore di pelle, tutti più o meno quei vestiti, tutti più o meno quei sorrisi, tutti più o meno quelle mentalità.
Io preferisco i grassoni sociopatici davanti al computer.
mi piace molto di più la gente che soffre.
che soffre perchè ha coscienza della propria diversità.
e del fatto che dovrebbe essere meglio di così.
ecco la mia speranza è proprio nel nichilismo di certa gente.
in quell’allarmante silenzio solitario davanti allo schermo.
poi sia chiaro, non voglio offendere nessuno. ognuno fa come crede finchè non commette reati. ma a volte mi scaldo forse troppo perchè vedo davvero tantissima ipocrisia in certe posizioni.
tutto qui.
Ok l’argomento e’ relativamente futile paragonato a tutti i grattacapi che abbiamo, cmq intervengo visto che ho frequentato il locale negli anni d’oro.
Vedete a Sassuolo, contestualizzata alla vita notturna, e’ sempre presente la solita mentalita’ da voler fare i vipparoli poi invece si e’ provincialotti. Tutti a Sassuolo dicono che non c’e’ nulla (anche se le strutture ci sono sempre state) e allora si va lontano, in Riviera a MILANO (wow se e’ fashion Milano! Conosco gente che si e’ comprato l’hummer nero perche’ cosi’ si e’ DAVVERO fashion ad arrivare alle feste milanesi! Alla pulzella in questione le consiglio caldamente di andare in Afghanistan con l’hummer invece che fare la f**a nella milano da bere con i soldini del papy, quando poi non e’ nemmeno capace di fare manovra nelle stradine del centro della capitale della moda….)
Riconducibile alla mentalita’ vipparola e’ l’esigenza irrinunciabile di essere elitari, ovvero liste, tavoli champagne che fa molto billionare. Ricordo ai tempi d’oro dell’Area che c’era una gran fila (solita tecnica di fare la fila fashion ovvero per far vedere alla gente che il locale tirava, fuori si tiene la fila ferma col locale vuoto) e facevano entrare solo amici, amici degli amici e chi voleva spendere 500/800 euro per il tavolo esibizionsita nonche’ sensazionalista con champagne frizzantello) allora all’ennesimo ingresso di un gruppettoi “vipz” in diretta, una ragazza “della fila popolare” ando’ dal gestore e disse a voce alta ” Fate pure cosi’, e tutta questa gente le prossime volte ve la sognate!”.
Ovvero ora scantatevi. Forse ce la fate a gestire un locale solo con gli amici degli amici degli amici? Che preferiscono andare a milano da bere in hummer? Adesso date la colpa all’amministrazuione comunale? R I D I C O L I!
Ho viaggiato tanto e la mentalita’ di vivere in questo modo elitario e superficiale la vita notturna si trova praticamente solo in Italia ( all’estero in contesti molto particolari), proprio per questo ho smesso di frequentare le discoteche in patria. A me piace uscire per divertirmi e conoscere gente, non fare un rogito per prenotare il tavolo e mostrare il vestitino e la messimpieghina fresca fresca…..
A Sassuolo c’era il Goya (Ex Piccadilly che ha tirato per anni) un locale stupendo: spazioso, su due livelli, elegante, con un comodissimo parcheggio, in posizione che non dava fastidio a nessuno…e sappiamo bene che fine ha fatto…
Coraggio, basta fare un po’ di strada e siamo tutti vipz! ma non ci lamentiamo che a Sassuolo non ci sia nulla!
hummer o non hummer poi l’importante e’ non ber e guidare o tornare indietro alle 5 di mattina con una settimana di lavoro sulle spalle…..Sasòl va bene per lavorare ma in quanto a divertimento e vita sociale ha sempre avuto le sue pecche…. l’altra faccia della medaglia del business….
Bene detto questo vi saluto vipz e non
salve
è malinconico dirlo ma l’analisi è perfetta
concordo (purtroppo)
Cordialmente
concordo nell’analisi del vecchio AREA.
le selezioni “per abbigliamento” erano sconvolgenti.
ma sicuramente un sacco di gente come dice giustamente from sassuolo to reggio, le adorava.
ma qui si sta ragionando dell’ultima gestione.
cioè: dalle “liste fighettare” ai nazi.
il punto è che finchè destra o sinistra, si interviene considerando la cultura giovanile come una roba da distribuire a cascata non si va da nessuna parte.
inoltre se quantitativamente non si riesce ad avere i “bagni di popolo” per intenderci di Amici di Maria de Filippi, allora punta tutto sulla quantità e sull’underground.
3/4 di Sassuolo non sa nemmeno cos’è il Cavern e non si ricorda nemmeno chi ci ha suonato dentro di sassolese. Forse ti rispondono “Pierangelo Bertoli” a denti stretti, oppure qualcuno spara altra roba pre anni ’70.
Se un giorno avremo spazio per fare le cose sensate punteremo sulla qualità, e non sulle scimmiottature ne tantomeno sull birre bevute con la sinistra perchè con la destra devo fare il saluto romano alla Compagnia dell’Anello…
Siete VOI che avete fallito, voi e nessun altro e non date colpe a chi non c’entra una mazza.
Volevate aiuti dal comune? E perchè mai il comune dovrebbe aiutare una impresa privata??
Avete sbagliato il gestore? E chi ce lo ha messo?
Chiude l’AREA? Peccato, ma è solo colpa vostra e di nessun altro.
ciò equivale a dire= non ci votano più? cacchi loro.
Oh ma sono cittadini…non sono mica muli…
Siete politicamente inguardabili.
certo che ha un bel coraggio…. ma si è visto lei?
caro Torri se l’avesse frequentata,ai tempi d’oro, forse sarebbe stato tentato anche lei a mettere in produzione qualcosa..
Sostenuta direttamente dal Municipio, per proiettare su maxischermo i mondiali di calcio 2010, con tanto di pubblicità gratuita; e poi direttamente coinvolta nel concerto comunale del gruppo di estrema destra La Compagnia dell’anello, dopo che una mezza rivolta aveva fatto rinunciare a tenerlo all’auditorium Bertoli, l’associazione 41049 sta lasciando davvero un bel ricordo di sè…
Che belle politiche giovanili, che idee innovative. Applausi…
Sarcozzi = Megale
“Nel tentativo di rilanciare il locale la scorsa stagione lo abbiamo dato in gestione ad un’associazione, la 41049 di Alan Barbieri, ma i risultati sono stati molto inferiori alle aspettative e ci siamo visti costretti a gettare la spugna”,
Ma… non sarà mica lo stesso Alan Barbieri che ha vinto il bando della gestione del Temple Bar, portando ZERO novità (e il cartellone – o cartellino – estivo di quest’anno lo dimostra, con la “novità” di 4 spettacoli di improvvisazione teatrale, attività già trita e ritrita dalla passata gestione) e tanti problemi?
Forse gestire locali non è il suo mestiere…
“Ciccio Pasticcio” (pensa te se devo rispondere a uno che si firma così)… per prima cosa, il Temple va benissimo, e novità o non novità, è sempre pienissimo di giovani! Per la gestione dell’Area ci sono tante cose dietro, oltretutto il presidente dell’associazione non era neanche più Alan… a volte si prendono decisioni che, se poi non si dimostrano valide, si tende a scaricare la colpa tutta ad una persona, anche se in realtà si era deciso insieme…
Io ho amato l’Area, ci ho lavorato, ci ho ballato, l’ho amata davvero, ma dopo tantissimi anni di chiusure continue (dove di gestioni ne sono passate a pacchi), forse era giusto così, forse non poteva più andare, semplicemente perchè tantissimi anni fa sono state fatte scelte sbagliate (più o meno da quanto si è iniziato a farci dentro del rock se non ricordo male)… e Alan ancora ci beveva e basta lì dentro come facevo io. Dare la colpa a lui della chiusura dell’Area è una delle cavolate più grosse che abbia mai sentito!
La frase “Nel tentativo di rilanciare il locale la scorsa stagione lo abbiamo dato in gestione ad un’associazione, la 41049 di Alan Barbieri, ma i risultati sono stati molto inferiori alle aspettative e ci siamo visti costretti a gettare la spugna” l’ha pronunciata il proprietario dell’Area, mica io…
Io al massimo l’ho sottolineata…
Poi che il Temple vada benissimo è da dimostrare. A me non risulta proprio…
A me che due o tre volte a settimana sto dietro al bancone le assicuro di si, non ho tempo neanche di respirare…
Ah beh, se lo dice lei da dietro il bancone, questo taglia la testa al toro. Perchè se ci fossero due persone in tutto certamente ce lo verrebbe a raccontare. Comunque, partecipazione a parte, a bilancio come andiamo?
Sarcozzi, se crede a me non importa, dormo benissimo lo stesso, potrebbe lasciare da parte l’ironia e passare “casualmente” verso le 22 / 22.30 dal Temple, in un QUALSIASI giorno della settimana e vedrebbe con i suoi occhi che come ritrovo per i giovani funziona più che bene. Per il bilancio non chieda a me, non ne ho la più pallida idea e anche se l’avessi non sarei autorizzata a dirlo a lei.
Ciccio Pasticcio, la frase “Forse gestire locali non è il suo mestiere…” l’hai pronunciata tu però… e dato che il Temple come ripeto funziona bene e l’Area è fallita tipo dieci anni fa, perchè avrebbe senso una frase del genere?
Nel caso dell’Area la nuova gestione ha preso in mano una situazione messa già male, i risultati non saranno stati all’altezza delle aspettative ma le colpe di certo non sono da ricercarsi solo negl’ultimi anni.
Nel caso del Temple, la nuova gestione ha trovato invece una situazione già avviata e funzionante, ha apportato pochissime novità e, secondo lo stesso ragionamento fatto per l’Area, i meriti evidentemente vanno ricercati anche nelle gestioni precedenti.
Insomma, non conosco questo Alan ma mi sembra uno nè da incolpare nè da acclamare…
Salve
Accidenti ho visto l’ubicazione, ma è in piena zona produttiva
Ma davvero per un periodo ha funzionato?
Incredibile
Cordialmente
Pare, in effetti, che la “produzione” di tanti bei bambini sia nata proprio lì.
salve

E qualcuno avrebbe anche pensato che potesse continuare a lungo (e non al fatto che sia un miracolo che sia durata per più di una settimana)? ommammasantissima
Nessuna lezione ricevuta dal Piccadilly?
Vabbè affari loro
Cordialmente
Beh, è durato quasi vent’anni. Ma lei Sassuolo un pochino la conosce. Comincio a pensare di no?
Salve
Accidenti mi inchino alla storia e alla tradizione allora
anche se per la verità il fatto che non conosca quei ritrovi (forse) può darsi sia dovuto al fatto che non sono per nulla le zone nelle quali mi interssa trovare luoghi di ritrovo.
Manufatti come quello in zone del genere non potevano durare anzi c’è da stupirsi che siano resititi così a lungo
E sembra purtoppo per loro che i fatti alla fine vadano in quel senso, sempre che senso ci sia in questo tipo di iniziative in zone come quelle.
In altre parole per quel che mi riguarda la stranezza (anche se le motivazioni sono abbastanza capibili) sono proprio quei vent’anni e ciò che sta accadendo non è altro che il riequilibrio di scelte anomale e poco accorte nulla di strano per quel mi riguarda dunque rientra solamente una anomalia, abbastanza scontato questo epilogo (putroppo)
Ripeto ma la vicenda del Piccadilly non Le insegna proprio nulla? (prendo questo esempio ma potrei portare il fabbricato della coop, gli immobili ora demoliti, quello della circonvallazione di fianco ai quadrati e potrei continuare parecchio su scelte che per molti sono infortuni ma in realtà sono piuttosto scontate)
cordialmente
Buongiorno ! Forse se ha chiuso è anche colpa mia … sono anni che quando vi parcheggio al mattino alle sei che mi dico ” qualche sera devo farci un giro ! ” , ma poi alla sera o ci arrivo troppo stanca o ho altro da fare , e siccome li ci vado tutti i giorni per lavoro ,se devo tornarci lo faccio solo perchè ho bisogno della fisiomedical …
anzi
Cordiali saluti e pensate alla salute !
HAHAHAH magari un bel giretto nel verde (quello che rimane) senza l’odore di gomma nel parcheggio quando si esce da un bar
vabbè Rosacroce.
tutto procede dall’urbanistica.
come nella religione di Hubbard tutto procede dagli extraterrestri.
Incredibile.
Come se la programmazione non contasse nulla.
Salve


Forse non sa che l’urbanistica è nata proprio come programmazione (del territorio) molti secoli prima della “programmazione” alla quale sembra riferisrsi Lei dal momento vedo le tiene separate.
Provi a guardare la prima legge urbanistica e si accorgerà che lo spirito era tutt’altro che un timbro su un foglio ridotta in questi anni da coloro che pensavano che la programmazione urbanistica fosse solo un combinozzo politico (“l’urbanistica è politica” dcevano) con i risultati che si vedono in tutta la loro drammaticità. (e che a Sassuolo vengono con la solità superficialità coinsiderati imprevedibili ma in realtà ovvi).
Mi ricorda una volta che un ad un muratore che gli si propose l’intonaco a calce (è un intonaco risalente all’epoca romana), rispose con molta convinzione
“io non uso quelle diavolerie moderne io vado all’antica e uso il premiscelato”
Separare l’urbnistica dalla programmazione del territorio è come se si volesse dare consulenze di fisica ad Einstein avendo letto due articoli su wilkipedia
Si ha ragione è incredibile come si possa pensare che il mondo sia solo quello che si è capito e non avere nemmeno il sentore che le evidenze che si manifestano (e si etichettano come imprevedibili) siano dovute alla propria poca conscenza
Questa è la cultura della nuova Sassuo9lo
Cordialmente
Rosacroce stavo parlando di programmazione eventi di una discoteca…
Se un locale fallisce non è solo perchè nn ha il bagno a norma, ma forse anche perchè ha cannato qualcosa a livello di programmazione.
Corghi il comune ha patrocinato iniziative culturali con gruppi neofascisti dentro il locale.
Ecco perché si polemizza con la giunta, che aveva dato in gestione lo spazio.
La politica non può intervenire a gamba tesa su tutto e tutti solo perché lo dice il sindaco, ne tantomeno la politica può intestarsi i luoghi di aggregazione secondo una logica di lottizzazione.
Valeva prima, con la giunta precedente, a maggior ragione vale oggi che c’è crisi anche in questo settore.
Vcas, è esattamente il contrario.
La polemica, se capisco l’italiano, è fatta sulla mancanza di appoggi.
I quali, mi ripeto, sono e sarebbero inopportuni nei confronti della concorrenza
Corghi sa leggere?
1) la proprietà lamenta che Caselli come al solito ha promesso, promesso, promesso e poi non ha fatto nulla di quello che aveva promesso. Se poi aveva promesso roba contro la libera concorrenza beh è ancora peggio.
2)la proprietà specifica che non c’entrava nulla con la gestione, che era stata data ad un’associazione gradita al comune, in pieno stile nepotista di bandi pilotati, la quale ha organizzato per la gioia della giunta concerti che in alcuni casi riunivano simpatizzanti NAZIFASCISTI.
Ha letto bene. NAZIFASCISTI.
Ora le chiedo secondo lei il NAZIFASCISMO fa bene alla fama di un locale sassolese oppure no?
Ma è sicuro di sapere leggere lei ?
Oppure, in alternativa, porta gli occhiali con le lenti colorate per vedere e capire solo ciò che le fa comodo ?
Dispiace che chiuda un altro locale.
Così come dispiace quando cessa una qualsiasi attività, sia essa di produzione di beni che di servizi.
Purtroppo però è la dura legge del mercato, quando non c’è domanda, l’offerta ha vita breve.
Dispiace anche per coloro che perdono, in conseguenza, posti di lavoro.
Non capisco però cosa c’entri la polemica finale con l’amministrazione.
Mi stupirei e criticherei se chi è al governo della città si adoperasse per favorire una qualsiasi attività privata, scegliendo una e l’altra no.
Bisogna comunque rendervi l’onore delle armi,ci avete provato…o meglio dire “riprovato”,peccato.
Molto onesto da parte sua,malgrado i rapporti “naturali” con l’amministrazione reggente,ammettere che il piano di rilancio a base di “compagnia dell’anello” e “Afterhours” un po’ troppo molesti e rumorosi(e anche con un po’ troppi sballati in mezzo…)non sia stata proprio una strategia di promozione accattivante…….
Io dico che nel giro di pochi giorni i nostri cari amministratori se ne usciranno con un bel comunicato in merito al salvataggio della struttura in oggetto e tutta la gioventù di “Piastrella Valley” verrà eroicamente salvata dal “terribile naufragio” causato da questa potenziale e “drammatica” perdita……l’amo è stato calato in acqua e il copione ha già funzionato in passato,basta attendere…..bisognerà pure tirare la volata ai nuovi baldi giovani assessori appena insediati in mezzo alle macerie…..
Pepito mavaaaaaaaaaaa