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Mancato rinnovo del contratto: protesta dei lavoratori bancari BCC davanti a Emilbanca a Bologna

Oggi, in piazza Maggiore a Bologna, i lavoratori bancari delle BCC (Banche di Credito Cooperativo) hanno fatto un sit-in di protesta contro il mancato rinnovo del CCNL di categoria. Un mancato rinnovo che si è consumato nonostante il testo fosse stato già concordato da parti datoriali e sindacali e che poterà allo sciopero nazionale del settore del Credito Cooperativo per l’intera giornata del prossimo 28 dicembre.

La protesta, la prima di una lunga serie di iniziative analoghe che si terranno nei prossimi giorni in Emilia Romagna e in tutte le regioni italiane, si è tenuta davanti allo sportello della BCC Emilbanca di piazza Maggiore poiché il cui presidente della stessa banca, Giulio Magagni, è anche il responsabile della Federazione Regionale BCC.

“Dopo un anno di trattative – hanno sottolineto i sindacati – con un contratto scaduto il 31 dicembre del 2010, il negoziato tra le sigle sindacali del settore del credito cooperativo FABI, FIBA/CISL, FISAC/CGIL, UGL SINCRA, UILCA, DIRCREDITO) e la delegazione di Federcasse si è definitivamente arenato. A nulla è servita la procedura ministeriale di conciliazione con cui, lo scorso 15 novembre, la stessa Federcasse aveva dato la propria disponibilità ad arrivare in “tempi brevi” alla chiusura del rinnovo contrattuale”.

“Un atteggiamento con cui Federcasse – rincarano la dose i sindacati – dimostra di essere lontanissima, se non addirittura estranea, ai “valori” e alle “differenze” a cui tutto il Credito Cooperativo dice di ispirarsi. Di certo, la delicata situazione in cui versa il Paese non può essere la scusante con cui scaricare sui propri dipendenti tutte le contraddizioni, le inefficienze e i limiti di una governance non all’altezza della delicato momento che stiamo attraversando”.

Di conseguenza, per uscire da questa situazione di stallo e garantire ai lavoratori del Credito Cooperativo il dovuto rinnovo del loro contratto di lavoro, come già avvenuto nel settore ABI, a Segreterie e Coordinamenti Nazionali sindacali non è rimasto altro strumento che lo sciopero, già proclamato per l’intera giornata di venerdì 28 dicembre.