Home Cronaca Spacciatore arrestato dalla Polizia a Reggio Emilia

Spacciatore arrestato dalla Polizia a Reggio Emilia

La sezione antidroga della Squadra Mobile ieri pomeriggio svolgeva un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nell’area del Teatro Municipale.

Ieri pomeriggio gli Agenti della Polizia hanno notato sotto al porticato dell’isolato S. Rocco, un giovane nordafricano che, di lì a poco, veniva raggiunto da un cittadino georgiano conosciuto dagli Agenti per precedenti di polizia. I due, mai persi di vista, dopo un breve parlottare si dirigevano verso il colonnato del Teatro dove il georgiano tirava fuori dalle tasche del danaro ed il magrebino dava a lui il classico “qualcosa”.

Il georgiano, compiuto “ l’acquisto “ si dirigeva verso via Nacchi dove, con l’ausilio di una Volante, veniva fermato e condotto in Questura, poiché trovato in possesso di due barrette di hascish.

Il magrebino nel frattempo era ritornato sotto il porticato S. Rocco, da dove poco dopo si spostava per raggiungere un giovane seduto su una panchina di Piazza Martiri 7 luglio, evidentemente di sua conoscenza, al quale consegnava altro “qualcosa“ in cambio di una banconota e di monete.

Ritenendo anche questa scena una vendita di droga, gli Agenti hanno pedinato il secondo acquirente, un giovane italiano, e lo hanno fermato in via Roma sequestrandogli il bene acquistato, ossia una barretta di hascish dal peso di un grammo. Il giovane, poi segnalato alla Prefettura quale assuntore di stupefacenti, dichiarava di aver “comprato” già due volte nei giorni scorsi dallo spacciatore.

A questo punto gli uomini della Sezione Antidroga fermavano il magrebino, addosso al quale rinvenivano un’altra dose di hascisch pronta per la vendita e circa 35 euro, ricavo della giornata, più un telefono cellulare. Complessivamente venivano sequestrati 3 grammi di hascish. M.M., tunisino 20enne, veniva arrestato. L’uomo, senza fissa dimora né alcuna lecita fonte di sostentamento, sebbene presente in città da meno di un mese proveniente dalla Sicilia, come accertato dagli investigatori, aveva già impiantato una rete di spaccio.