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La governante di Brancati al Fabbri di Vignola

governanteMartedì 19 febbraio alle ore 21 presso il teatro Fabbri di Vignola La governante, di Vitaliano Brancati – regia Maurizio Scaparro. Con Pippo Pattavina, Giovanna Di Rauso, Max Malatesta, Marcello Perracchio, Giovanni Guardiano, Veronica Gentili, Chiara Seminara, Ramona Polizzi.

«Moralità? La moralità italiana consiste tutta nell’istituire la censura. Non solo non vogliono leggere o andare a teatro, ma vogliono essere sicuri che nelle commedie che non vedono e nei libri che non leggono non ci sia nessuna delle cose che essi fanno e dicono tutto il giorno. » Questa la  battuta di Alessandro Bonivaglia, il personaggio dello scrittore de La Governante, spettacolo che venne censurato in Italia nel 1952 e portato sulle scena solo nel 1965.

Per Brancati, ironico quanto basta, nulla va come dovrebbe negli anni Cinquanta, governanti e governati, maschi e femmine; anni nei quali dirsi o solo pensarsi diverso è folle oltre che estremamente pericoloso.

Governante è participio presente di governare. E governare è sinonimo di reggere, dirigere, custodire. Reggere o dirigere qualcosa o qualcuno, a volte entrambi. Cosa o chi dirige Caterina Leher, calvinista francese di bell’aspetto e modi impeccabili, considerata da tutti un modello d’ integrità,  governante di casa Platania, famiglia siciliana trapiantata a Roma?

La governante governa casa Platania o quest’ultima famiglia perbenista, barbosa e ipocrita come mille altre, governa coi suoi valori il destino di Caterina?

Caterina governa una famiglia già governata da Leopoldo, il patriarca che ha sacrificato la vita di una figlia ai pregiudizi della sua morale, ma la questione assai più importante è che ella non riesce a governare se stessa, non ha la forza di contenersi, non sa custodire un segreto, assegna le sue colpe a Jana, servetta ingenua, innocente e primitiva.

Storia di una omosessualità femminile e di una condizione vissuta come colpa, disturbo, malattia e anormalità. Ed ecco che la colpa di Caterina diventa la scintilla per far esplodere ipocrisia e contraddizioni di un ambiente che vive a due passi da San Pietro, in un equilibrio precario sotto l’ala conservatrice del patriarca Leopoldo.

Nel 1952 la censura colpì duramente il teatro di Brancati con il divieto di rappresentare La governante, questa commedia fu scritta nel 1952 e subito censurata, la scusa era quella del tema – allora molto scottante – dell’omosessualità.

Fu per questa profonda amarezza che Brancati scrisse Ritorno alla censura, un pamphlet violento contro la mentalità di certi governanti, ma sullo sfondo di un complesso discorso sull’etica e sulla responsabilità individuale, il testo è pieno di accenti polemici contro l’ipocrisia dei benpensanti cattolici, il filocomunismo borghese, i principi della Sicilia baronale e contro la censura stessa.

Brancati  morì nel 1954, La Governante andò in scena per la prima volta a Parigi nel 1963, per poterla presentare in Italia, Anna Proclemer, moglie di Brancati,  aspettò l’abolizione della censura.  Il debutto italiano avvenne il 22 gennaio 1965, con la Proclamer e un grande Gianrico Tedeschi nel ruolo di Platania e la regia di Giuseppe Patroni Griffi, già noto drammaturgo, alla sua prima prova come regista.

PROSSIMI APPUNTAMENTI

26 febbraio 2013 ore 21.00 Oscura immensità, dal romanzo di Massimo Carlotto, con Giulio Scarpati e Claudio Casadio e regia di Alessandro Gasmann.

Prevendita bigliettI

martedì e il sabato dalle 10:30 alle 18:30 orario continuato

giovedì dalle 10:30 alle 14:00

la sera dello spettacolo dalle ore 20:00

Per informazioni e prenotazioni tel. 059/9120911