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Nuove frontiere del mercato social-green: 12 imprese sociali della regione firmano per la sperimentazione di un modello innovativo europeo di “valorizzazione dei rifiuti”

Entra nel vivo il progetto finanziato dalla Commissione europea Leonardo “SIFOR – SISTEMA FORMATIVO AL VALORE-LAVORO DEL RIUSO”, promosso dalla Regione Emilia Romagna. e coordinato da Orius, una associazione che riunisce consorzi di cooperative sociali e enti di formazione, con la finalità di dare vita a UNA NUOVA professionalità di Valorizzatore da inserire nelle cooperative sociali e nei Centri di Preparazione al Riutilizzo.

Con la firma del protocollo d’intesa, il gruppo di cooperative aderenti a Sifor si impegna a trasferire e sperimentare in Emilia Romagna il modello innovativo messo a punto dalla rete sociale francese ENVIE che da 20 anni opera nella riduzione dei rifiuti, un rete che raccoglie e valorizza circa il 20% dei rifiuti RAEE raccolti in tutta la Francia.

Dopo le visite studio a imprese di eccellenza a Bruxelles e Strasburgo, nel 2014 il progetto prevede la sperimentazione in Italia di attività di valorizzazione nelle filiere dei rifiuti tessili, RAEE e ingombranti, coerentemente con le strategie individuate dall’Unione Europea per la prevenzione e riduzione di rifiuti prodotti (Direttiva 2008/98/CE).

L’importazione dell’innovativo modello della preparazione al riutilizzo è resa possibile grazie all’accompagnamento formativo del partner francese ENVIE e del belga RREUSE (reti di imprese sociali nel campo della riduzione dei rifiuti), non solo per incoraggiare la creazione di una società del riciclo che prevenga danni sociali e ambientali, ma anche per creare una nuova figura professionale, quella del Valorizzatore, per accrescere l’occupazione delle fasce deboli. Ricollocare i rifiuti rigenerati sul mercato e le persone svantaggiate nel mondo del lavoro: questi gli indirizzi di SIFOR e delle imprese coinvolte.

E mentre la Regione pone le basi per verificare il profilo del Valorizzatore nel sistema delle qualifiche professionali dell’ER, ORIUS e 13 cooperative sociali (12 emiliano-romagnole e 1 vicentina) hanno firmato un protocollo per implementare e sperimentare all’interno delle proprie realtà processi per la valorizzazione e il riuso, con il supporto scientifico dell’Università di Modena e Reggio Emilia e dell’associazione nazionale Atia Iswa.

Ruolo centrale nell’intercettazione dei beni valorizzabili sarà quello dei Centri del Riuso e Centri di Preparazione al Riutilizzo, in parte gestiti dalle stesse cooperative aderenti al progetto, come ad esempio la piattaforma Second Life del Comune di Bologna.

I Centri sono un luogo in cui i cittadini possono conferire beni usati cui dare una seconda vita scambiandoli con altri confacenti ai loro bisogni. Tra i beni conferiti il Valorizzatore selezionerà gli articoli valorizzabili e individuerà gli interventi necessari per consentirne la rigenerazione e il riuso. Sarà inoltre suo compito quello di definire canali e strategie per immettere sul mercato locale e internazionale i beni rigenerati.

Grazie al progetto SIFOR si stanno oggi avviando relazioni istituzionali, imprenditoriali e commerciali tra partner pubblici e privati, profit e non, per la creazione di un network europeo che garantisca il successo a lungo termine dei risultati ambientali e occupazionali.

Ancora una volta l’economia sociale si fa protagonista di un cambiamento culturale e sostanziale che produca nuove opportunità di mercato per lavoratori e consumatori nel rispetto dell’ambiente.