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Modena: intitolazione della Tenda alle vittime delle mafie

Intitolazione-La-Tenda2La Tenda, la struttura di viale Molza gestita dall’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Modena, è stata intitolata oggi, martedì 3 marzo, alle “Vittime innocenti di tutte le mafie”. Alla cerimonia, durante la quale è stata scoperta la targa che ricorda l’intitolazione, erano presenti il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, l’assessore alle Politiche giovanili Giulio Guerzoni, il giudice Antonino Di Matteo e don Ciotti. Ha partecipato anche una classe di studenti del Corni.

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L’intitolazione della Tenda è stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale nella seduta di lunedì 2 marzo.

Aprendo il dibattito per il Pd, Fabio Poggi ha ricordato che la Tenda è stato, ed è, luogo di restituzione a tutta la città di progetti significativi di politica giovanile come Alba chiara, nato nella Circoscrizione 3 e poi diffuso, e i percorsi di legalità realizzati con gli studenti. “La Tenda – ha detto il consigliere – non è solo uno spazio, sono persone, è viva e pulsa. È un incubatore di idee e un luogo di cittadinanza dal quale i giovani richiamano a noi un’urgenza di senso. Questa intitolazione è il riconoscimento del richiamo dei giovani a noi adulti”. Caterina Liotti ha sottolineato che con questa scelta “investiamo sui giovani e sulla coscienza civile. Non è un’azione sporadica, deriva da un impegno di lotta alle mafie che in questa città è portato avanti da anni dalle istituzioni, dalla scuola, dalle parrocchie e dalle associazioni”. Per Federica Venturelli la dedica alle vittime di mafia, “oltre ad avere un valore simbolico, vuole aiutare a ricordare le persone che hanno dato la vita per difendere la legalità, ma non come ‘santini’. La memoria delle vittime deve essere uno stimolo alla riflessione, all’affermazione di principi di etica e responsabilità, a comportamenti positivi”. Grazia Baracchi evidenziando il valore della Tenda come luogo di discussione e confronto, “un’agorà valoriale per i giovani” ha centrato il suo intervento sulla scuola come luogo essenziale per educare alla legalità, “un compito al quale la scuola non si può sottrarre, da compiere non in solitudine ma all’interno di un tessuto di relazioni locali e nazionali, attraverso le quali sostenere e arricchire il proprio agire”.

Marco Cugusi di Sel ha ricordato la sua esperienza di volontariato proprio alla Tenda, con l’associazione culturale L’asino che vola, “con la quale abbiamo presentato centinaia di libri, in questi ultimi anni soprattutto sul tema della legalità, sempre sostenuti da tutti gli assessori che si sono succeduti nel tempo. Queste, e tante altre iniziative, rendono quel luogo, al centro della città, molto importante anche come risposta alternativa e costruttiva allo sballo consumistico del fine settimana”.

Per il M5s Luca Fantoni ha affermato che “mai come ora la società deve rispondere in maniera decisa, tramite le proprie istituzioni, all’aumento delle infiltrazioni mafiose. Intitolare una struttura pubblica alle vittime innocenti delle mafie è un segnale forte a tutta la comunità modenese ma, dopo le indagini che hanno fatto emergere un sistema mafioso nascosto nelle viscere del nostro territorio, diventa fondamentale rispondere con atti concreti rafforzando un percorso deciso di contrasto, sia a livello nazionale che locale, stimolando la consapevolezza di quanto il fenomeno mafioso colpisca la vita quotidiana”.