Fornire ai cittadini uno strumento in più per tutelarsi da pubblicità violente e indecenti; offensive di convinzioni morali, civili o religiose; non rispettose della dignità della persona o discriminanti. È questo l’obiettivo delle modifiche al Regolamento sulla pubblicità e le pubbliche affissioni presentate in Consiglio comunale dall’assessora alle Pari opportunità del Comune di Modena Ingrid Caporioni mercoledì 22 aprile.

Le modifiche al regolamento recepiscono e applicano il Protocollo d’intesa sottoscritto, nel marzo dello scorso anno, dall’Associazione nazionale dei Comuni italiani e dallo Iap, l’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria, per attuare forme di collaborazione affinché gli operatori della pubblicità adottino modelli di comunicazione commerciale corretti. “Le discriminazioni, di qualunque tipo, e la violenza di genere – ha sottolineato nella presentazione l’assessora Caporioni – si combattono anche usando e promuovendo un linguaggio, in questo caso quello pubblicitario, rispettoso della dignità e delle sensibilità delle persone. È a questo obiettivo che tendono le modifiche inserite nel regolamento comunale”.

In particolare, secondo il Protocollo la pubblicità non deve contenere “immagini o rappresentazioni di violenza contro le donne o che incitino ad atti di violenza sulle donne”; deve “tutelare la dignità della donna, rispettare il principio di pari opportunità e diffondere valori positivi sulla figura femminile” e infine deve “essere attenta alla rappresentazione dei generi, rispettosa dell’identità di donne e uomini, coerente con l’evoluzione dei ruoli nella società”.

Sulla base di queste indicazioni, il Regolamento comunale viene integrato con gli articoli del Codice di autodisciplina della pubblicità che prevedono che “la comunicazione commerciale non deve contenere affermazioni o rappresentazioni di violenza fisica o morale o che, secondo il gusto e la sensibilità dei consumatori, siano indecenti, volgari o ripugnanti”. La pubblicità, inoltre, “non deve offendere le convinzioni morali, civili e religiose. Deve rispettare la dignità della persona in tutte le sue forme ed espressioni e deve evitare ogni forma di discriminazione, compresa quella di genere”.

In pratica, se al momento della richiesta di autorizzazione per l’affissione una pubblicità appare dubbia, il gestore degli impianti pubblicitari la segnala allo Iap che, nel più breve tempo possibile, ne verifica la correttezza attraverso il proprio Comitato di controllo, e, se è il caso, ne impone il ritiro. Lo stesso percorso si attiva anche su segnalazione dei cittadini e del Comune stesso che, comunque, può sempre rifiutare una campagna pubblicitaria se la ritiene offensiva.

SÌ UNANIME DEL CONSIGLIO

L’Aula approva le modifiche che forniscono uno strumento di tutela contro le comunicazioni commerciali violente, indecenti o lesive della dignità

Sono state approvate all’unanimità dal Consiglio comunale di Modena, nella seduta di mercoledì 22 aprile, le modifiche al Regolamento sulla pubblicità e le pubbliche affissioni presentate in Consiglio comunale dall’assessora alle Pari opportunità del Comune di Modena Ingrid Caporioni. Il Regolamento comunale viene così integrato con gli articoli del Codice di autodisciplina della pubblicità che prevedono che le pubblicità non siano violente, indecenti, offensive o non rispettose della dignità della persona, discriminanti, in particolare della donna.

Aprendo il dibattito per il Pd Caterina Liotti ha affermato che la “delibera dà finalmente una risposta concreta a un problema che ci poniamo da lungo tempo e cioè il sessismo diffuso nella pubblicità, sia come uso del corpo delle donne, svestito, per vendere qualsiasi cosa, sia come trasmissione di stereotipi di genere che spesso non sono nemmeno più attuali. Ci sono voluti tanti anni – ha proseguito la consigliera – e tanti interventi anche di organismi nazionali e internazionali, per arrivare a questo impegno dei Comuni nel controllo preventivo. Importante l’accordo con l’Istituto per l’autodisciplina pubblicitaria che ci porta verso un cambiamento di un modo di pensare diffuso”. Simona Arletti ha espresso soddisfazione per il “procedere di un percorso che cerca di portare al cambiamento del linguaggio. Spero che possiamo proseguire verso altre sfide importanti come l’educazione, a scuola, al corretto rapporto tra i generi”.

Domenico Campana di Per me Modena ha ricordato come sia recentissima la previsione del reato di violenza sulle donne come delitto contro la persona. “Fino a non molti anni fa – ha detto il consigliere – era un’offesa contro la morale che dimostrava la drammatica capacità perfino della legge di occultare la donna. Il movimento femminile ha fatto molto, con atti come questo cerchiamo di accompagnare l’evoluzione della sensibilità sociale”.

Per Marco Cugusi di Sel, “prevenire la comparsa di immagini lesive è importantissimo e non può essere definito un atto di censura. Credo che oggi l’amministrazione abbia fatto un passo avanti dando un segnale a chi sottovaluta questo problema”. Importante anche, ha aggiunto il consigliere, che l’impegno dello Iap abbia avuto un riconoscimento ufficiale.

Mario Bussetti del M5s ha sottolineato che il tema “è fondamentale ma delicato perché si muove sul filo della censura. Per fortuna ci troviamo di fronte a un’autoregolamentazione e quindi accogliamo con favore questo tipo di controllo”.