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Paralimpiadi. Oggi l’apertura, da domani le gare con 12 atleti dall’Emilia-Romagna


Paralimpiadi-2016Oggi l’apertura, da domani le gare, e l’Emilia-Romagna si schiera a fianco dei suoi dodici atleti presenti alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro. Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, venerdì 9 partirà per il Brasile (rientrerà martedì 13), dove incontrerà anche il presidente del Cip (Comitato italiano paralimpico), Luca Pancalli, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Luca Lotti.

“Voglio essere in particolare con i nostri atleti, e fare il tifo per loro, nella speranza che vincano tante medaglie. Per la loro grinta, bravura, impegno e passione. Per me- sottolinea Bonaccini- sarà una grandissima emozione poter essere presente a un evento di respiro mondiale che ha un immenso valore sportivo, ma al tempo stesso sociale e culturale”. Ma quella di Rio “non sarà solo una visita di cortesia, o l’occasione per un saluto- prosegue il presidente-, servirà infatti a dare corpo e vita a un progetto importante: l’Emilia-Romagna è l’unica Regione in Italia a sostenere la delegazione azzurra con 30mila euro per Casa Italia Paralimpica, una struttura che una volta conclusa la manifestazione non rimarrà una scatola vuota ma diventerà il luogo dove formare e sostenere atleti con disabilità”.

Da oggi, mercoledì 7, al 18 settembre nella Casa Italia Paralimpica soggiornerà la delegazione azzurra; la Casa è ospitata in una parrocchia, quella della Imaculada Conceiçao, che conta circa 25mila famiglie. Oltre a questa parrocchia sono coinvolte anche altre due, quelle di San Gerardo in Olarie e Nossa Senhora da Guia a Lins, che riceveranno un aiuto per integrare lo sport per disabili in progetti già avviati in accordo con il Cip.

I dodici atleti dell’Emilia-Romagna.
Sette uomini e cinque donne, da tutta la regione. Il nucleo più numeroso è quello di Bologna, dove vive dall’inizio del 2015 la portabandiera azzurra, Martina Caironi. Nata nel 1989 ad Alzano Lombardo (Bergamo), nel 2007 un incidente stradale le ha causato l’amputazione della gamba sinistra all’altezza del femore. Grazie a una protesi è tornata a correre: nel 2010 ha conquistato sui 100 metri il titolo italiano, nel 2011 quello mondiale. Nel 2012 ha partecipato alla Paralimpiade di Londra, conquistando l’oro nei 100 metri, in cui è scesa per la prima volta sotto il muro dei 16 secondi. Attualmente detiene i record del mondo nei 100 e nei 200 metri.
Dall’atletica alla canoa. Il bolognese Federico Mancarella, nato nel 1992 con la spina bifida, una laurea in Economia, è tesserato per il Canoa Club Bologna. La sua specialità è lo sprint e nel 2016 ha conquistato due titoli nazionali nei 200 e nei 500 metri e un argento agli Europei di Mosca.
Bolognese è anche Fabian Mazzei (1973), numero uno italiano del tennis in carrozzina dal 1999 a oggi. Paraplegico dal 1994 per una caduta durante una gara amatoriale di sci, con Rio, sono 5 le Paralimpiadi cui ha partecipato, la prima a Sidney nel 2000.
Ha debuttato a Sidney nel 2000 l’amazzone bolognese Silvia Veratti (1973), che fa equitazione da quando aveva 15 anni. Dal 1997, dopo un incidente a cavallo che l’ha resa paraplegica, passa al paradressage, utilizzando una sella di sua invenzione.
Uno degli atleti simbolo del team azzurro è l’ex pilota automobilistico Alex Zanardi, nato a Bologna nel 1966, che sfiderà gli avversari nell’handbike. Alle Paralimpiadi di Londra del 2012 ha vinto 2 ori individuali e 1 argento nella staffetta. Nel 2014 ha partecipato all’Ironman alle Hawaii, percorrendo 3,8 km a nuoto, 180 km con la handbike e 42 km (la distanza della maratona) con la carrozzina olimpica.

Nata a Cattolica (Rimini) nel 1986, e a Bologna da una decina di anni, dove ha studiato, vive e lavora, l’arciere Eleonora Sarti è attualmente prima nel ranking mondiale di para archery. Nel 2015 ha vinto il Campionato mondiale ed è stata anche convocata dalla Nazionale “normo”. Fino al 2013 è stata azzurra di basket in carrozzina. Ha malformazioni congenite a mano destra, gamba sinistra e piedi.

Fabio Azzolini, nato nel 1969 a Castelnovo ne’ Monti (Reggio Emilia) e tesserato per gli Arcieri Montale, è su sedia a ruote dal 1993, in seguito a un incidente in auto. Ha già partecipato alle Paralimpiadi di Pechino del 2008 e di Londra del 2012. A Rio de Janeiro gareggia nell’Arco Compound W1.
E’ di Castelnovo ne’ Monti anche Massimo “Mally” Croci, classe 1972, dell’Atletico H, alle sue prime Paralimpiadi: gareggerà nel tiro a segno. Disabile in seguito a un incidente in motocicletta, dal 2011 è stato otto volte campione italiano.

La modenese Cecilia Camellini (1992), dell’Asd Tricolore, è una delle stelle mondiali del nuoto paralimpico. Non vedente dalla nascita, ha partecipato alle Paralimpiadi di Pechino del 2008 (due medaglie d’argento) e di Londra del 2012 (due ori e due bronzi). Detiene 2 record del mondo, 3 europei, 6 italiani in vasca lunga e 5 in vasca corta.

Quella di Rio è la prima Paralimpiade per Giulia Ghiretti, nuotatrice di Parma, classe 1994, tesserata per la Ego Nuoto e per le Fiamme Oro. La sua specialità sono i 100 metri rana, in cui ha vinto un argento ai Campionati mondiali di Glasgow nel 2015. Da giovanissima ha praticato la ginnastica artistica: nel 2010 è stata proprio una brutta caduta in allenamento dal trampolino elastico che le ha causato una lesione alla colonna vertebrale.

Il più giovane della delegazione emiliano-romagnola è uno schermidore, Emanuele Lambertini: nato nel 1999 a Cento (Ferrara), vive a San Giovanni in Persiceto (Bo) e si allena nell’Asd Zinella Scherma di San Lazzaro di Savena. Ha avuto un’amputazione alla gamba destra per una malformazione congenita; pratica scherma da quando aveva 10 anni. Quattro volte campione italiano Under 23, vincitore dell’argento ai Campionati mondiali Under 17. A Rio de Janeiro gareggia nelle prove di fioretto, individuale e a squadre.
Luca Lunghi è nato a Ferrara nel 1975 ed è un vogatore del Cus Ferrara. Ingegnere in una multinazionale, ha una disabilità congenita a un braccio. Dopo essere stato un campione Juniores e Under 23, per questioni di studio prima e di lavoro poi si è preso una pausa dal canottaggio di 17 anni. Ma da quando è tornato a gareggiare, ha vinto tre ori ai Campionati italiani e un argento in Coppa nel mondo nella sua specialità, il 4 con del Para-Rowing.

 

 




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