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Riassetto di Aimag, ampio dibattito in Consiglio comunale a Carpi


aimagIl Consiglio comunale di Carpi ha approvato all’unanimità nella seduta di ieri, giovedì 22 settembre, un ordine del giorno sul percorso di riassetto strategico e competitivo del Gruppo Aimag, firmato dai consiglieri Pd Lorenzo Boni e Marco Reggiani e dal consigliere di Forza Italia Roberto Benatti. Il documento ricorda come lo scorso 10 agosto il Consiglio dei Ministri abbia approvato in via definitiva il decreto legislativo sul Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica e che il suddetto decreto contiene rilevanti novità riguardo alle caratteristiche delle partecipazioni societarie che possono essere detenute dagli enti locali e alla governance delle stesse.

Nel testo dell’odg si sottolinea poi che il Comune di Carpi nella sua qualità di socio di Aimag spa è detentore di una partecipazione pari al 20,47% del capitale sociale ordinario dell’azienda multiservizi e ha avviato, a partire dal 2015, unitamente agli altri Comuni soci, un percorso trasparente per il riassetto strategico e competitivo del Gruppo; inoltre che la prosecuzione di tale percorso richiede la preventiva analisi degli impatti che il Testo Unico può determinare sulle scelte che dovranno essere compiute dal Consigli comunali dei Comuni soci. Nel suo dispositivo finale l’ordine del giorno impegna infine il Sindaco e la Giunta “a promuovere e programmare tempestivamente nell’ambito dei lavori della Prima Commissione consiliare, un calendario di sedute dedicato alla illustrazione dei contenuti più rilevanti del Testo Unico e dei suoi impatti sull’assetto del Gruppo Aimag, prevedendo anche l’audizione di esperti nonché di rappresentanti dell’azienda; a strutturare inoltre momenti di informazione e di confronto rivolti ai cittadini e a tutti gli stakeholders coinvolti nel percorso evolutivo del Gruppo, durante i vari step di avanzamento del percorso di riassetto strategico”.

In apertura di dibattito il Sindaco Alberto Bellelli ha ieri sera in aula letto la risposta del Difensore Civico regionale alla richiesta fatta due mesi fa del Comitato promotore del Comitato acqua pubblica di Carpi di poter svolgere un referendum cittadino: nel quesito si chiedeva al Sindaco di non vendere le azioni di Aimag e di opporsi a trasferire il controllo della stessa a soggetti diversi dai Comuni soci riuniti nel Patto di Sindacato. Il Difensore Civico regionale ha ritenuto inammissibile il quesito proposto “perché da un lato non rispetta i requisiti di chiarezza, semplicità e coerenza stabiliti dalla giurisprudenza e dall’altro invita l’elettorato a pronunciarsi su un oggetto non interamente riconducibile all’interno della competenza esclusiva comunale”.

A seguire Paolo Pettenati (Carpi Futura) ha presentato un emendamento al documento sottoscritto da Pd e FI e Roberto Arletti (Gruppo Misto) ha citato casi di amministratori locali critici con Hera, e criticato “chi pensa di giocare a Monopoli con questa vicenda. Si crede a scenari futuri incerti e non alle nefandezze di Hera, chi caldeggia la fusione con Hera non ha un proprio lavoro una volta terminato il mandato amministrativo. Cca nisciuno è fesso, ci stanno gabbando”.

Gli ha replicato Lorenzo Boni, Pd: “mi rifiuto di pensare che il Sindaco ci stia prendendo in giro, il percorso avviato e che prosegue con questo odg è trasparente, approfondiamo per fare le scelte migliori e non diamo per scontate scelte non fatte. Noi sentiamo la responsabilità di ciò che dobbiamo fare”. Monica Medici (Movimento 5 Stelle), che aveva presentato in apertura di seduta una mozione congiunta del suo gruppo e di quello di Carpi Futura (poi sottoscritta da Roberto Arletti e da Roberto Benatti) per l’avvio di un processo partecipativo sul futuro di Aimag ha rammentato che la Legge regionale già regolamenta questi strumenti. “Voi non la volete applicare perché la fusione l’avete già decisa. Se i cittadini si ricomprassero l’azienda per farla tornare al 100% di proprietà pubblica si potrebbe non andare a gara, basterebbero 250 euro di ciascuno dei 200 mila cittadini del bacino Aimag”. Cristian Rostovi (FdI-An) ha sottolineato positivamente il fatto che il Difensore Civico regionale avesse dichiarato inammissibile il quesito referendario “che sarebbe stato perso e dunque avrebbe avvalorato la tesi del Sindaco” mentre a suo parere la mozione di Movimento 5 Stelle e Carpi Futura non diceva nulla e il ritorno ‘in house’ di Aimag avrebbe aperto le porte ai politici “per i grillini tutti brutti, sporchi e cattivi”.

Paolo Pettenati (CF) si è chiesto su quali dati si basasse la scelta della fusione e quale convenienza ne trarrebbe la città mentre l’assessore all’Ambiente Simone Tosi ha ricordato da un lato che nei servizi pubblici locali non si fanno utili, e che Aimag li realizza con la vendita del gas e dell’energia. “Dico no alla tifoseria a prescindere, il percorso è trasparente per definire se Aimag ha le spalle larghe a sufficienza per le sfide che ha di fronte. Tornare ‘in house’? Vuol dire rispettare il Patto di Stabilità, il limite alle assunzioni, l’incapacità di fare investimenti sull’impiantistica…Noi all’atto della manifestazioni d’interesse abbiamo ribadito quali sono gli obiettivi della nostra scelta, in primis quello di valorizzare il patrimonio, le professionalità e il valore dell’azienda”.

Il consigliere del Pd Marco Reggiani ha ribadito a questo punto che nessuno ha ancora deciso e che il popolo verrà ascoltato. “Ci avete proposto a suo tempo di fare scegliere a un campione estratto a sorte il futuro dell’azienda. No alla demagogia e alle falsità. Ci assumiamo, noi e i Consigli degli altri venti Comuni, la responsabilità di decidere”. Anna Azzi, Carpi Futura, ha richiamato il fatto che il percorso per ora avviato non garantisce la necessaria trasparenza. “La maggioranza ha fatto terrorismo per arrivare a definire un partner con il quale fondersi. E tornare ‘in house’ invece vorrebbe dire che si è sbagliato nel 2009 a fare entrare Hera e che si sono persi dei soldi”. Luca Severi (M5S) dal canto suo ha spiegato che con la mozione sottoscritta dal suo gruppo ci si proponeva di dare vita ad un’attività organica di formazione ed informazione oltre che a fissare qualche incontro. “Lasciamo alla politica le decisioni dite? Ci sono due ordini del giorno sui cassonetti interrati per la raccolta differenziata bellamente ignorati, quindi non si decide niente qui, si fa melina…”.

Roberto Benatti (Forza Italia) ha ricordato come si fossero decise delle cose di comune accordo sul percorso partecipato che la Giunta avrebbe poi dovuto attuare ma che la discussione in Consiglio era divenuta ideologica e terreno di scontro tra ex. “Voi della maggioranza non sapete che fare e dove andare. Adesso con il Decreto Madia si aprono nuove possibilità, e in condizioni eccezionali si possono autorizzare i Consigli comunali a trattare direttamente la vendita delle azioni delle partecipate di fronte ad una offerta economica adeguata. Niente referendum? Bastano nove firme di consiglieri per autorizzare un sondaggio tra i cittadini…”. Il Sindaco Alberto Bellelli prendendo la parola per chiudere il dibattito si è innanzitutto chiesto come mai Carpi avrebbe dovuto rendersi la vita complicata se aveva già scelto la fusione con Hera. “Qui stasera si è privilegiata ancora una volta come a Novi a luglio la disfida tra tifoserie e invece mi sarei aspettato arrivassero domande su temi importanti per il futuro di Aimag come le proposte sulla governance, la tutela dell’occupazione e gli investimenti. Gli approfondimenti sono necessari, anche sulle novità legislative emerse, ma il percorso partecipativo non può essere propaganda e nemmeno escludere Hera a priori. Ci vuole una logica di responsabilità in tutti i Comuni per valorizzare il patrimonio e continuare ad avere un fattore di sviluppo del territorio. Per assurdo se vendiamo tutto monetizziamo e tanto i servizi arrivano lo stesso…Ad Arletti dico infine che ha preso un abbrivio inelegante, altro che ricerca delle poltrone…”.

In sede di dichiarazioni di voto Roberto Arletti ha ricordato come l’advisor “lega l’asino dove vuole il padrone” e che si sono svolti incontri a senso unico con il Gruppo Pd, “solo per parlare di Hera, senza confronto. Una parte del Pd è supina a diktat che vengono da lontano”. Roberto Benatti ha criticato il Sindaco per quanto avvenuto a Novi, “quando ha sventolato un pezzo di delibera dicendo che tutti avevamo votato per la fusione…e con questa rimangono comunque tutti i posti nel Cda delle controllate”. Anna Azzi, spiegando di non volere essere messa nella trappola dal Sindaco ha chiesto di verbalizzare che Carpi Futura non avrebbe votato gli ultimi due paragrafi del documento di Pd e FI, mentre Cristian Rostovi ha chiesto al segretario del Partito Democratico Reggiani di dire quale fosse l’idea del Pd cittadino su questo tema. Eros Andrea Gaddi per il M5S ha dal canto suo rammentato che dopo avere ascoltato le parole di Arletti “si conferma la diffidenza verso il Pd e che porta poi a quella dei cittadini verso la politica”. Marco Reggiani infine ha ricordato come il confronto sul riassetto strategico di Aimag avverrà “con trasparenza e serenità”.

In sede di votazione (quasi all’una di notte) il documento firmato da Pd e FI è stato approvato all’unanimità, quello di M5S, CF, Roberto Benatti e Gruppo Misto ha avuto il voto contrario di Pd e FdI-An e l’astensione di FI, con il voto a favore di M5S, CF e Gruppo Misto.




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