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Sanità. Legionella, riunita a Parma l’Unità di crisi. Presenti esperti delle Aziende sanitarie di Parma, dei servizi regionali, di Arpae e dell’Istituto superiore di sanità


Primo incontro, ieri a Parma, per l’Unità di crisi istituita dalla Regione Emilia-Romagna a fronte dell’epidemia di legionellosi che ha colpito in particolare la zona urbana di Montebello. Esperti delle Aziende sanitarie di Parma, dei servizi regionali, di Arpae e dell’Istituto superiore di sanità (Iss) hanno fatto il punto sui casi segnalati e sui risultati dei controlli effettuati, mantenendo costantemente informato il Ministero della Salute.

“Seguiamo costantemente l’evolversi della situazione – ha sottolineato l’assessore alle Politiche per la salute della Regione, Sergio Venturi – con la consapevolezza che sono state messe in campo da parte delle autorità sanitarie regionali e locali, in collaborazione con gli esperti dell’Istituto superiore di sanità, tutte le azioni necessarie per mantenere sotto controllo la situazione attuale e risolvere al più presto tutte le criticità di quest’evento epidemiologico”.

Il Dipartimento di sanità pubblica dell’Azienda Usl di Parma ha avviato per tutti i casi un’indagine epidemiologica e un’indagine ambientale, per individuare le possibili fonti di esposizione; sono tuttora in corso prelievi di campioni di acqua per la ricerca del batterio Legionella, che vengono analizzati da Arpae, delle sezioni di Reggio Emilia e di Bologna. In particolare, si tratta di acqua della rete domestica a domicilio delle persone positive, della rete di distribuzione idro-potabile, degli impianti di irrigazione e delle torri di raffreddamento, all’interno e all’esterno della zona urbana interessata.

I primi risultati relativi ai campioni raccolti a domicilio dei casi positivi alla Legionella sono negativi. Nei prossimi giorni, compatibilmente con i tempi tecnici necessari alla ricerca di laboratorio, saranno disponibili ulteriori risultati che potranno fornire un quadro complessivo della situazione. D’intesa con il Comune, sono stati già adottati alcuni provvedimenti cautelativi sulla rete idro-potabile interessata, sull’utilizzo di impianti irrigui, sul funzionamento di torri evaporative. Ad oggi, i casi segnalati sono 35, di cui 4 in attesa di conferma. Attualmente i pazienti ricoverati sono 20. Due le persone decedute.

L’Unità di crisi ha valutato positivamente gli interventi finora messi in atto dalle Aziende sanitarie. Verranno adottate ulteriori misure, in accordo con il Comune di Parma, che saranno dettagliate nelle prossime ore anche in base all’evolversi del focolaio epidemico.




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