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Confimi Emilia a Roma: “Serve piano industriale per sostenere le piccole e medie imprese”


Una giornata indispensabile per tenere viva l’attenzione verso il mondo del manifatturiero e delle piccole e medie imprese. Mercoledì 11 luglio una delegazione composta da imprenditori e funzionari di Confimi Emilia e Confimi Industria ha fatto visita a diverse figure di spicco del rinnovato panorama politico, cercando di fare da megafono a quelle che sono le richieste degli imprenditori associati.

La delegazione, composta da Mario Lucenti (direttore di Confimi Emilia), Fabio Ramaioli (direttore Confimi Industria) e da Amedeo Faino (responsabile delle pubbliche relazioni di Confimi Emilia) è stata arricchita dalla partecipazione di Daniel Rozenek, giovane imprenditore a rappresentanza delle tante start up emiliane del settore hi-tech e della cyber security.

La delegazione, che è stata ricevuta alla Camera dei Deputati dalla vicepresidente Maria Edera Spadoni (originaria di Reggio Emilia), ha inoltre avuto modo di confrontarsi con i leghisti d’Emilia Guglielmo Golinelli e con l’avvocato Gianluca Vinci, deputati molto vicini alle problematiche degli imprenditori emiliani. Tra le figure politiche che hanno partecipato al dibattito anche l’onorevole Ella Bucalo, messinese, di Fratelli d’Italia.

Queste le parole di Fabio Ramaioli, direttore nazionale di Confimi: “L’associazione ha il dovere di fare da ufficiale di collegamento tra le nostre sale di lavorazione e le stanze di chi legifera” ha dichiarato Ramaioli, che inoltre ha aggiunto: “La giornata di mercoledì è stata molto utile per indurre chi ci guida a non perdere di vista i problemi veri e reali del nostro Paese. La nostra nazione cammina da sola grazie alla forza delle tante piccole e medie imprese. Oggi è doveroso stilare piani industriali e predisporre strumenti utili a ritrovare la via della crescita”.

Soddisfatto anche Mario Lucenti: “Le aziende emiliane sono vive e rappresentano uno dei patrimoni più preziosi della nostra penisola. Oggi abbiamo bisogno di una scuola diversa, di accesso al credito agevolato e di una politica più attenta a quello che accade nella vita quotidiana delle aziende. Non possiamo perdere dei treni in partenza come l’internazionalizzazione e l’industria digitale. Fino ad ora la politica ha aiutato le grandi multinazionali, ora tocca alle piccole e medie imprese”

Proprio di divario digitale e di innovazione ha parlato Daniel Rozenek, manager a capo di Tekapp: “Ancora una volta l’Italia rischia di rimanere indietro. L’innovazione tecnologica bussa forte alla porta della nostra piccola e media impresa, ma per tradurre questa opportunità in vantaggi concreti serve una regia politica in grado di sostenere questo cambiamento epocale. Ogni giorno mi confronto con imprenditori che faticano a comprendere l’importanza del gdpr e della sicurezza informatica. Difendere i propri dati e credere nel rinnovamento tecnologico è fondamentale per essere competitivi.”

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(foto del colloquio presso l’ufficio della Vicepresidente della Camera)




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