Home Letteratura Brunetto Salvarani inaugura domenica la terza edizione de “11 l’ora d’Autore”

Brunetto Salvarani inaugura domenica la terza edizione de “11 l’ora d’Autore”

Inaugura domenica prossima, 7 ottobre, la terza edizione de “11 l’ora d’Autore”: la rassegna culturale delle Fiere d’Ottobre che porterà a Palazzo Ducale alcuni dei più conosciuti ed apprezzato autori italiani e non solo.

Tutte e quattro le domeniche del mese, rigorosamente alle ore 11, vedranno protagonisti gli Autori nella splendida corte di Palazzo Ducale per una manifestazione realizzata dal Comune di Sassuolo e Gallerie Estensi, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e della Regione Emilia Romagna.

Domenica 7 ottobre, a partire dalle ore 11, protagonista sarà Brunetto Salvarani che dialogando con Michelina Borsari presenterà “Teologia per tempi incerti” (Laterza), a cura di Associazione Le Graffette

La Bibbia come straordinaria scuola di umanità. E di fragilità. I personaggi della Bibbia si affannano e lavorano, s’innamorano e combattono, mentono e tradiscono, uccidono e vengono uccisi, desiderano e sognano, mangiano e si emozionano: sono, dunque, come gli uomini e le donne di ogni tempo e di ogni luogo, di ieri e di oggi, chiamati a fare i conti con la fragilità dell’essere umani. Questa è la chiave di lettura con cui Brunetto Salvarani ci presenta alcune figure del libro sacro agli ebrei e ai cristiani. Nelle sue pagine incontreremo la paradossale riluttanza del profeta Giona, le fatiche di Noè, l’ansia febbrile del patriarca Giacobbe, la solitudine ferita di Giobbe, lo sguardo perso nel vuoto di Qohelet/Salomone, le delusioni a ripetizione di Gesù e i tormenti dei primi cristiani. In un percorso che mescola l’antica sapienza della Bibbia e la nostra odierna condizione esistenziale, guarderemo alla Sacra Scrittura come un lungo, lento e faticoso esercizio a riconciliare l’umanità con la propria debolezza, la propria finitezza, le proprie cicatrici. Senza scansarle. Senza trovare rifugio in universi consolatori, in comodi ma improbabili Dio-tappabuchi, cercando di accettare i nostri limiti.