Home Lavoro Molestie e violenze sul lavoro: Cisl apre uno sportello d’ascolto a Modena

Molestie e violenze sul lavoro: Cisl apre uno sportello d’ascolto a Modena

La Cisl Emilia Centrale ha aperto uno sportello di ascolto sulle molestie e violenze nei luoghi di lavoro. Si trova a palazzo Europa (via Emilia Ovest 101, Modena) e riceve il pubblico il lunedì mattina dalle 9 alle 13 (tel. 059 890811).

«In questo sportello offriamo ascolto e tutela alle lavoratrici e ai lavoratori che ritengano di aver subito molestie e/o violenze nel proprio luogo di lavoro – spiega Rosamaria Papaleo, componente della segreteria Cisl Emilia Centrale – Possono venire da noi tutti coloro che ne sentono il bisogno, siano essi iscritti o non iscritti alla Cisl, indipendentemente dalla categoria professionale, il tipo di contratto di lavoro o la dimensione dell’azienda in cui lavorano».

Lo sportello Cisl di ascolto sulle molestie e violenze nei luoghi di lavoro, gestito dal coordinamento femminile del sindacato di Palazzo Europa, opera in collaborazione con gli uffici pubblici competenti per le denunce in materia, cioè l’Ispettorato territoriale del lavoro e le consigliere di parità della Provincia di Modena. A questo proposito la Cisl lancia un appello.

«L’abolizione delle Province ha portato a una drastica riduzione delle risorse a disposizione e un impoverimento del ruolo delle consigliere di parità – sottolinea Papaleo – Diamo atto alla Provincia di Modena di aver mantenuto un ufficio e una funzionaria dedicata, ma ci sono forti incognite per il futuro Chi potrebbe assumere un incarico così delicato per un compenso di soli 68 euro lordi mensili? Negli anni le consigliere di parità hanno svolto un lavoro molto prezioso, in collaborazione con sindacati, associazioni e altre istituzioni. Pertanto chiediamo alla Provincia di Modena di fare tutto il possibile per rafforzare funzioni e risorse a favore di questa figura che – conclude la segretaria della Cisl Emilia Centrale – si è dimostrata capace di contrastare le molestie e violenze sul lavoro, un fenomeno purtroppo molto più diffuso di quanto si possa immaginare».

Negli ultimi otto anni Barbara Maiani, la consulente del lavoro che dal 17 maggio 2010 ha ricoperto l’incarico di consigliera di parità della Provincia di Modena, ha trattato circa 400 casi tra discriminazioni, molestie e violenze nei luoghi di lavoro.

Molestie sul lavoro: la commessa e l’addetta alle pulizie, costrette a licenziarsi

Sono quattro-cinque all’anno i casi di molestie o violenze nei luoghi di lavoro segnalati agli uffici modenesi della Cisl Emilia Centrale.

«La nostra sensazione è che in realtà siano molto più numerosi e che emerga solo la punta dell’iceberg – afferma Rosamaria Papaleo, componente della segreteria Cisl Emilia Centrale – La stragrande maggioranza delle vittime è donna. Il commercio, le pulizie e gli studi professionali sono i settori più a rischio, anche per le dimensioni delle imprese, spesso piccole o piccolissime e con un contatto pressoché quotidiano tra datore di lavoro e dipendente».

Papaleo rivela la storia di due donne che recentemente si sono rivolte allo sportello d’ascolto della Cisl.

«Una era commessa in un negozio il cui titolare ha perso la testa per lei. L’ha incantonata più di una volta e tentato di baciarla, altre volte ha pretesto che le stesse a fianco senza lavorare. La donna si è licenziata e siamo riusciti a farle liquidare alcune migliaia di euro a titolo di risarcimento danni – racconta la sindacalista Cisl – Un altro caso riguarda l’addetta di un’impresa di pulizie che, dopo aver respinto le avances (non solo verbali) del capo, è stata ripetutamente spostata in posti di lavoro sempre più lontani e isolati, oltre ad aver ricevuto contestazioni infondate sul modo di lavorare. La stessa cosa era accaduta a una sua collega, costretta a licenziarsi per sfuggire alle pesanti attenzioni del suo superiore. Da notare – aggiunge Papaleo – che queste due vicende sono accadute all’insaputa dei rispettivi mariti, tenuti all’oscuro per evitare il rischio di reazioni incontrollabili.
Ciò fa capire il disagio delle vittime che, oltre a non poter lavorare in serenità, non possono nemmeno sfogarsi a casa. Ecco perché, come segnalato anche dal questionario che Cgil Cisl Uil hanno distribuito l’anno scorso in una grande azienda modenese, a volte le molestie o violenze nei luoghi di lavoro finiscono con l’incrinare persino i rapporti familiari».

Altri casi sono stati segnalati alla Cisl dalla consigliera di parità della Provincia di Modena. Il più curioso riguarda un uomo, picchiato più di una volta dal suo datore di lavoro: una donna fisicamente prestante ed evidentemente irascibile. «Questo dimostra che le molestie e violenze nei luoghi di lavoro colpiscono, sia pure meno di frequente, anche gli uomini, i quali – conclude la segretaria della Cisl Emilia Centrale – hanno diritto di essere tutelati tanto quanto le donne».

Cosa si intende per molestie e violenze sul lavoro

L’accordo quadro sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro firmato nel 2016 da Confindustria e Cgil Cisl Uil, sia a livello nazionale che regionale, stabilisce che:
“Le molestie si verificano quando uno o più individui subiscono ripetutamente e deliberatamente abusi, minacce e/o umiliazioni in contesto di lavoro.
La violenza si verifica quando uno o più individui vengono aggrediti in contesto di lavoro. Le molestie e la violenza possono essere esercitate da uno o più superiori, o da uno o più lavoratori o lavoratrici, con lo scopo o l’effetto di violare la dignità della persona, di nuocere alla salute e/o di creare un ambiente di lavoro ostile”.