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Edilizia: sciopero in Emilia

Ferme la grandi aziende e le
principali cooperative, bloccato il 70% dei cantieri, con punte
dell’ 80% in quelli della Tav. E’ pienamente riuscito – secondo
i sindacati – lo sciopero generale dei lavoratori edili
proclamato per oggi nelle province emiliane dai sindacati
Filca-Cisl, Fillea-Cgil e Fenea-Uil in tutte le imprese del
settore.

Ne ha dato notizia il segretario provinciale della
Filca-Cisl di Modena Ciro Donnarumma, che esprime ”piena
soddisfazione per l’ alta adesione dei lavoratori”.
”Questa protesta e’ stata decisa per sollecitare il rinnovo
della parte economica dei contratti integrativi provinciali,
scaduta lo scorso mese di giugno – ha spiegato Donnarumma –
Nonostante il buon andamento del comparto costruzioni, l’ Ance
(l’ associazione delle imprese edili aderenti a Confindustria)
ha impropriamente inserito nella trattativa la richiesta di
modificare le quote contributive e altre cose con l’ intento
evidente di bloccare il negoziato. Purtroppo le altre
associazioni non si sono differenziate in modo significativo; di
qui la proclamazione dello sciopero odierno”.
A Bologna, secondo i dati dei sindacati territoriali di
categoria, 12.000 edili hanno scioperato per otto ore; aperti
pochi cantieri, la’ dove c’ erano solo alcuni artigiani a
lavorare. Ferme anche le frese e i martelli pneumatici dei venti
cantieri del Cavet, dove si stanno scavando le gallerie della
tratta per l’ alta velocita’ Firenze-Bologna; una delegazione
dei lavoratori in sciopero ha raggiunto la sede del Collegio
Costruttori edili della Provincia, dove dalle 10 e per alcune
ore si e’ tenuto un presidio che ha bloccato via S.Domenico.