Si stanno concludendo le festività natalizie dopo i festeggiamenti dell’ultimo dell’anno e l’Osservatorio di Milano fa un primo bilancio e propone delle riflessioni analizzando i comportamenti degli italiani per il nuovo anno.
Secondo l’Osservatorio è stata registrata una forte
presenza in famiglia che a Natale ha superato l’80% e a Capodanno ha raggiunto la cifra record del 70% con questo forte desiderio di rispettare le tradizioni familiari e quelle religiose come testimonia l’affluenza nella Messa natalizia che
ha sfiorato il 70% di presenze. Dall’altra parte abbiamo avuto tre milioni di giovani e meno giovani a festeggiare nelle piazze l’arrivo del nuovo anno con un’affluenza che non si era registrata negli anni scorsi.
”Questi due comportamenti che sembrano all’apparenza così diversi, quello del Capodanno fra le mura domestiche e del Capodanno in piazza, sono in realtà – ha affermato il direttore
dell’Osservatorio di Milano, Massimo Todisco – due facce della stessa medaglia. C’è nella popolazione italiana una grande preoccupazione per l’aria di guerra che tira nel mondo e per il terrorismo e nello stesso tempo per le difficoltà economiche in
cui versa il Paese e c’è chi reagisce chiudendosi in famiglia e chi, per esorcizzare la paura, vuole socializzare ritrovandosi in questi eventi che richiamano grandi folle”.
Secondo l’Osservatorio di Milano analizzando poi l’andamento delle spese per i regali, i viaggi e i cenoni, emerge un’Italia con tante facce: da una parte si registra l’incremento del 15% delle spese per le famiglie con un reddito superiore agli 80.000
euro all’anno, dal lato opposto abbiamo una riduzione del 20% delle spese per i redditi inferiori ai 30.000 euro. ”Ciò dimostra che non esiste un benessere diffuso – ha proseguito Massimo Todisco – in questo Paese, ma che si apre sempre di più la forbice tra i ceti medio-alti che non badano a spese e incrementano i redditi dei negozi di lusso, e i ceti medio-bassi che invece stringono la cinghia e rinunciano a regali costosi aspettando i saldi e spostano progressivamente i loro consumi
alimentari su prodotti a prezzo ridotto che offrono i
discount”.
Secondo l’Osservatorio di Milano tra oggi e domani si registrano 3 milioni e mezzo di rientri dei vacanzieri che hanno trascorso la fine dell’anno fuori città, mentre per i 2
milioni di italiani ancora in vacanza bisogna aspettare il 6 di gennaio.

