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Università: il Rettore si rivolge ai giovani

In coicidenza dell’apertura delle immatricolazioni il Rettore, prof. Gian Carlo Pellacani, così si rivolge ai giovani.

“Da oggi le porte dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia si sono aperte all’accoglienza delle nuove matricole. Distratti dal desiderio di una meritata vacanza dopo un lungo ciclo di studi, conclusosi con la sofferta conquista del diploma di maturità, mi rendo perfettamente conto che proporvi di pensare – oggi – ad un completamento della vostra formazione, scegliendo un corso di studi universitario, possa suonare sgradito alle vostre orecchie.
Istituzionalmente ho il dovere, comunque, di chiedere a tutti quanti di valutare, tra i possibili orizzonti che si parano innanzi a voi, l’opportunità di iscriversi all’università”.

“L’organizzazione del mondo del lavoro in Italia è molto cambiata. Sempre più fa premio nelle gratificazioni, che da esso possono derivare, la competenza e la professionalità, oltre alla personale soddisfazione di fare qualcosa per la quale ci si sente portati.
E’ cambiata, di conseguenza, anche l’offerta didattica delle università con percorsi di laurea – per quanto ci riguarda – attenti ad innalzare i livelli di occupabilità e, altresì, capaci di integrarsi ed interagire col sistema socio-economico territoriale.
Da questo punto di vista, non possiamo dare con la laurea garanzie o certezze di facile ed immediato inserimento nel mondo del lavoro, ma certamente ai giovani che sceglieranno di iscriversi ad uno dei nostri corsi di laurea siamo in grado di assicurare sbocchi professionali qualitativamente elevati e meditati in maniera da non rendere inutile il sacrificio delle famiglie e vostro personale”.

“Con questo impegno, che per noi come Ateneo rappresenta quasi un vincolo contrattuale -conclude il Rettore- esprimo la speranza che tanti, assecondando le proprie aspirazioni culturali e scientifiche e le proprie attitudini, intravedano come approdo l’ingresso nell’ambiente dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.
A tutti arrivederci!”.