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Banche: crescono soffrenze, Emilia Romagna in testa

Tra il 2001 e il 2004, in Italia, le sofferenze bancarie sono aumentate in media del 3,16%, con un picco che, in Emilia Romagna, è stato del 62%. Lo afferma un’analisi dell’Ufficio Studi dell’associazione Artigiani di Mestre, da cui
emerge anche le garanzie reali chieste dalle banche ai loro debitori sono salite mediamente al 27,32%, dal 21,39% del 2001.

I più ‘affidabili’, quelli con lo scoperto minore, sono gli operatori economici del Piemonte (61.505 euro per affidato), mentre la Regione con lo scoperto per affidato più elevato è il Lazio (125.400 euro).
Rispetto al 2001, il dato medio nazionale delle sofferenze è infatti passato dagli 80.634 euro agli attuali 86.097 euro (lo scoperto medio nazionale è stato individuato attraverso il calcolo del valore delle sofferenze per affidato, ovvero, le persone o le imprese che si trovano in una situazione di insolvenza nei confronti degli istituti di credito, in
quanto non sono riusciti a restituire il prestito nei tempi concordati e, nel frattempo, è scattata una segnalazione alla Centrale dei Rischi).

A fronte di questo peggioramento, aumentano anche le garanzie reali richieste dalle banche ai propri debitori per coprire il prestito, attestandosi attorno al 27,32%. Una tendenza, quella nazionale, che rispecchia la situazione di gran parte delle Regioni italiane, eccetto Sicilia, Campania, Calabria, Sardegna e Lazio, che mostrano un calo delle sofferenze. Nonostante il calo, il Lazio è però in cima all’elenco delle Regioni con gli scoperti più alti (125.400 euro), seguito da Emilia Romagna (125.044 euro), Lombardia (103.768 euro), e Molise (96.607 euro). Gli scoperti minori sono invece quelli degli operatori del Piemonte con 61.505 euro per affidato, seguiti da quelli di Sicilia (61.974 euro), e Friuli Venezia Giulia (60.664 euro).

La graduatoria cambia quando lo studio analizza l’incidenza percentuale delle garanzie reali richieste dalle banche ai propri debitori. Ad essere
più penalizzati sono gli operatori del Trentino Alto Adige, ai quali gli istituti di credito chiedono garanzie reali pari al 43,09% del prestito elargito; seguono quelli di Umbria (36,39%) e Valle d’Aosta (34,52%). Ultima l’Emilia-Romagna (17,40%).

‘Questi dati – commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre – sono importanti perchè ci dimostrano che la situazione di
difficoltà economica ha inciso anche sugli operatori, peggiorandone l’affidabilità. Prova ne sia che le banche hanno continuato ad alzare le
garanzie reali richieste ai propri debitori’.