Home Modena Modena: no del Consiglio a qualifica ‘militari belligeranti’

Modena: no del Consiglio a qualifica ‘militari belligeranti’

“Il sindaco di Modena, anche per un doveroso omaggio a Modena, città Medaglia d’Oro della Resistenza, si faccia promotore, in sede locale e nazionale, di iniziative di protesta contro il disegno di legge di Alleanza Nazionale per il riconoscimento della qualifica di ‘militari belligeranti’ ai reclutati alle armi dalla Repubblica di Salò, del quale è offensivamente evidente la valenza simbolica in dispregio della Resistenza e dell’Esercito Italiano, che la iniziò con l’eroica battaglia e il martirio di Cefalonia”.

E’ questa la richiesta avanzata dal Consiglio comunale di Modena in un Ordine del Giorno presentato dalla maggioranza approvato con i voti favorevoli della stessa maggioranza e di Modena a Colori, il voto contrario di Alleanza Nazionale, Udc e Forza Italia. Mauro Manfredini, consigliere della Lega Nord, ha invece abbandonato l’aula al momento del voto.

Nel documento si auspica anche che “il Parlamento non voti il disegno di legge in questione e che il Presidente della Repubblica eserciti tutti i suoi poteri per non promulgare una legge che rappresenterebbe una vergogna per il nostro Paese” e si contrasta “il tentativo di equiparare tutti i combattenti italiani negli opposti schieramenti dopo l’8 settembre 1943 perché non si possono confondere vittime e persecutori: infatti i reclutati dalla Repubblica di Salò furono persecutori (in atto o anche solo potenzialmente) al servizio dei tedeschi, mentre i partigiani furono vittime della loro azione”.

Nel suo intervento il sindaco Giorgio Pighi, ha dichiarato che “la nascita della democrazia in Italia fu possibile solo con la sconfitta del fascismo e della Repubblica Sociale. Quelli che aderirono alle azioni militari della cosiddetta Repubblica Sociale presero le armi contro il legittimo governo Italiano. Il riconoscimento come ‘belligeranti’ significherebbe riconoscerli come legittimi combattenti italiani, quindi una palese contraddizione. Non è in gioco la pietà dei defunti, è in gioco la rivalutazione di un contro-Stato contro l’Italia che cercava di liberarsi da una guerra sbagliata di cui il regime fasciata portava la responsabilità”.