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Corte dei Conti dell’Emilia Romagna: inaugurato anno giudiziario

E’ stato inaugurato questa mattina a Bologna l’anno giudiziario 2006 della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna. A tenere la relazione ufficiale il presidente Giovanni D’Antino Settevendemmie, a breve dimissionario, in virtù della legge n.150 del 25 luglio dello scorso anno, che affida il compito di relazionare al presidente appunto e non più al Procuratore regionale, al
quale è fatto divieto di ”fare riferimento a casi concreti da cui potrebbe derivare un vulnus alla privacy di tutti i cittadini e anche dei singoli
uffici”.


D’Antino Settevendemmie ha fatto presente che ”la situazione relativa all’esame dei conti giudiziali risulta fortemente penalizzata dalla carenza di risorse umane e strumentali, necessarie e indispensabili per potere effettuare l’esame dei numerosi conti che gli agenti contabili sia delle amministrazioni dello Stato sia di tutti gli enti locali sono tenuti a presentare ogni anno”.
Il presidente ha anche sottolineato il continuo aumento dei conti che vengono depositati in conseguenza dell’attività della sezione finalizzata
a costituire un’anagrafe degli agenti contabili.
In Emilia Romagna, infatti, esistono ”moltissimi Comuni per ognuno dei quali operano mediamente non meno di tre agenti contabili, numero che può
arrivare fino a 50 in Comuni più grando come Bologna”.

Nell’anno giudiziario appena concluso, ha ricordato il presidente D’Antino
Settevendemmie, la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti ha tenuto complessivamente 182 udienze, di cui 14 per giudizi di responsabilità,
giudizi speciali a istanza di parte e per istanze di proroga per il deposito di citazione del Procuratore regionale; 12 per applicazione di misure cautelari contestate da pensionati; 156 per giudizi del giudice monocratico.
Sono state tenute, inoltre, 10 Camere di Consiglio, emesse 37 sentenze in tema di repsponsabilità amministrativa contabile. In ambito pensionistico sono stati definiti 2065 ricorsi in materia di pensioni civili, 769 per pensioni militari e 635 per pensioni di guerra.