Home Modena Modena: piano nidi, contributi ai comuni che investono

Modena: piano nidi, contributi ai comuni che investono

Aumento dei numeri dei posti per i bambini, riduzione delle liste d’attesa, miglioramento dell’indice di copertura del servizio, ma anche attenzione ai tempi di realizzazione degli interventi e ai progetti che abbiano come ambito di riferimento un’area sovracomunale. Sono le principali priorità delle quali si terra conto nel valutare i progetti di estensione dell’offerta educativa per i bambino fino a 3 anni presentati dai Comuni del territorio modenese.

La Provincia ha definito uno stanziamento di 807 mila euro per finanziare interventi di costruzione, restauro o ristrutturazione di edifici da destinare a nidi d’infanzia oppure per adeguare e ampliare strutture già esistenti.
Le domande devono essere presentate entro lunedì 12 giugno. Per informazioni: tel. 059 209443 oppure Provincia per consultare l’avviso pubblico.

La spesa minima ammissibile è 50 mila euro (30 mila per i piccoli comuni e per quelli montani) e non sono ammesse a contributo le spese per l’acquisto dell’area. Per l’adeguamento delle strutture esistenti il contributo non potrà superare il 30 per cento della spesa, per i nuovi interventi sarà tra il 30 e il 50 per cento, ma non oltre i 400 mila euro.

Tra le priorità individuate c’è anche la valutazione di economicità dell’intervento in relazione al numero di posti bambino che verranno messi a disposizione. Nella definizione delle graduatorie verranno tenuti in considerazione anche i progetti considerati ammissibili lo scorso anno ma per i quali non scattò il contributo economico.

Nel territorio provinciale sono 169 i servizi educativi 0-3 anni con 130 tra nidi, micronidi e sezioni primavera, aggregate alle scuole d’infanzia, ai quali si aggiungono una quarantina di servizi integrativi. I bambini iscritti sono complessivamente 5.275 con una copertura media del 28,04 per cento della popolazione in questa fascia d’età, quattro volte la media nazionale e molto vicina all’obiettivo del 33 per cento indicato dall’Unione europea per il 2010.