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Sassuolo: Aimi, da ingrandimenti nessun abuso carabinieri

”Abbiamo la prova che
i due appartenenti alle forze dell’ordine non hanno abusato, nel loro intervento, della forze e non hanno superato quei limiti che la giustizia e il codice stabiliscono”. Lo sostiene Enrico Aimi, avvocato dei due Carabinieri che lo scorso febbraio hanno colpito un immigrato, a Sassuolo nel Modenese, che in stato di ubriachezza acuta resisteva all’arresto.

Ascolta l’intervista

A riprova del legittimo intervento dei due militari, il legale ha mostrato oggi alla stampa, convocata nel suo studio a Modena, oltre 10 foto estratte dagli ingrandimenti del discusso video filmato con un telefonino da un passante che aveva assistito all’arresto.



”In questo processo mediatico, avviato in assenza di un processo reale – aggiunge Aimi, ricordando che i due militari non sono formalmente indagati – stupisce che c’e’ chi e’ gia’ arrivato alla senze di condanna saltando il passaggio a ruolo di indagato, di imputato di primo, di secondo grado e di Cassazione”. ”Addirittura – prosegue l’avvocato, riferendosi ad alcune associazioni di cittadini marocchini e di altre organizzazioni umanitarie – c’e’ chi gia’ vorrebbe costituirisi parte civile”.

”Dall’attenta analisi alla moviola degli ingrandimenti delle parti salienti del filmanto, invece, abbiamo raccolto la prova provata che l’azione dei militi e’ stata diretta esclusivamente all’arresto”, ribadisce il legale, invitando a ”distinguere cio’ che appare da cio’ che e’ realmente” e a non travisare immagini che risultato ”a tutta prima suggestive”.



In particolare, ”il tanto contestato salto a piedi pari da parte di uno dei Carabinieri che, secondo qualcuno, avrebbe avuto come bersaglio il torace e secondo altri i testicoli del magrebino, e’ stato un gesto assolutamente dissuasivo, in quanto finito sull’asfalto e non sul corpo dell’extracomunitario” specifica Aimi. Lo stesso vale per i colpi sferrati apparentemente contro il costatop, i fianchi e i reni, che ”in realta’ sono stati indirizzati sul braccio e sulla mano dell’uomo ed erano finalizzati a fargli lasciare la presa di uno degli anelli delle manette che non era ancora stato infilato al polso dell’arrestando”.


Sottolineando, inoltre, che l’immigrato era stato invitato a ragionare, ma che a causa dello stato acuto di ebrezza era particolarmente aggressivo, l’avvocato fa notare anche che, comparando i referti medici, ”le forrze dell’ordine sono uscite dall’episodio piu’ malconci dell’arrestato”. I due militari, infatti, hanno ricevuto una prognosi dei medici, rispettivamente, di 8 e 3 giorni.



Non solo. Secondo il legale, e’ stato sottovalutato anche un episodio, avvenuto poche ore prima, e del quale l’immigrato si era reso protogonista. Vale a dire una collutazione con dei connazionali, durante la quale, il magrebino si era procurato una ferita lacerocontusa alla nuca, infertagli con un bastone brandito da un altro cittadino straniero. ”L’uso della forza, secondo il nostro ordinamento – deduce dunque il legale – in caso di arresto e’ doveroso e necessario e se i carabinieri non avessero proceduto avrebbero incappato nel reato di omissioni di atti di ufficio”.

Ad ulteriore dimostrazione del corretto intervento delle forze dell’ordine, Aimi specifica che l’immigrato ha ricevuta una condanna di 6 mesi di reclusione, senza condizionale, per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni e che ”appena entrato in carcere, a mo’ di biglietto da visita, ha sferrato un pugno ad un altro detenuto con il quale aveva dei conti in sospeso”. Insomma, per il legale le immagini filmate con il videofonino ”hanno una loro validita’, ma solo se opportunamente analizzate con l’apposita strumentazione”.



Aimi smonta anche le accuse rivolte ai Carabinieri circa l’atterramento dell’uomo, citando testualmente dal manuale di Tattiche e Tecniche operative delle Forze dell’ordine, e accertando l’esistenza di tuti gli estremi per procedere all’immobilizazzione a terra.


Invitando, pertanto ”alla prudenza e ad essere meno precipitosi nel giudicare, perche’ spesso la valutazione e’ viziata dal pregiudizio” Aimi giudica l’inchiesta aperta dall’Arma dei Carabinieri sull’episodio ”un atto dovuto e sopratutto auspicabile, utile per fugare ogni dubbio, se mai ce ne fosse bisogno, poche’ le immagini mostrare oggi dimostrano che l’operazione dei militari e’ rimasta nell’alveo della procedura necessaria per effettuare l’arresto e nulla ha a che vedere con presunti atteggiamenti xenofobi e razzisti citati da chi ha, inopportunamente, gridato allo scandalo”.

”Se le modalita’ di questo arresto – conclude l’avvocato – dovessero essere ritenute esorbitanti, in situazioni analoghe dovremmo rassegnarci al fatto che le forze dell’ordine non avranno piu’ la possibilita’ di arrestare persone violente”.