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Modena contro il commercio internazionale delle armi

Il Comune di Modena si schiera contro il commercio internazionale degli armamenti e lo fa approvando due mozioni distinte. La prima, presentata da tutti i gruppi della maggioranza (primo firmatario Alvaro Colombo di Prc), prevede l’introduzione di criteri etici per gli appalti di l’assegnazione dei servizi finanziari del Comune, che prenderanno in considerazione solo istituti che non sostengano l’export di armi o che non sostengono l’export bellico.

Con la seconda, firmata da Ds, Rifondazione Comunista e Verdi, il Comune di Modena aderisce alla campagna internazionale “Control Arms” promossa da Amnesty International e invita i consiglieri ad aderire personalmente all’iniziativa della foto-petizione inviando una foto al sito Control Arms con la propria foto e il logo “Control Arms”.

La prima mozione, approvata con il voto favorevole della maggioranza e il voto contrario dell’opposizione, prevede l’introduzione dei criteri sopraccitati, aggiungendo che nella valutazione si terrà conto anche all’impatto ambientale dei progetti, delle condizioni favorevoli di credito nei confronti delle piccole e medie imprese, dei soggetti no-profit, dei paesi del sud del mondo o associazioni no-profit e ONLUS su base locale. Inoltre, si invitano i parlamentari modenesi “ad attivarsi affinché l’Italia si faccia promotrice a livello internazionale di un’iniziativa volta ad una maggiore trasparenza e severità nel controllo del commercio di armi quale maggiore impegno nella prevenzione dei conflitti” e si specifica l’esigenza di arrivare ad un regolamento entro sei mesi.
Illustrando la mozione, Alvaro Colombo (Prc) ha ricordato che “la legge 148/2003 in materia di industria della difesa, che modifica la Legge 185/1990 (che disciplina l’import-export di armi da parte del nostro paese), rende meno trasparenti e controllabili tutte le operazioni contrattuali, stravolgendo una legge ritenuta da tutti severa e rigorosa e che aveva fatto del nostro Paese uno dei più avanzati al mondo sul fronte della regolamentazione del commercio delle armi nel rispetto dei diritti umani”. Alvaro ha anche ricordato che “l’export italiano di armamenti è cresciuto nel 2003 quasi del 40%, toccando i 1.282,3 milioni di euro contro i 920,2 milioni del 2002. Più di metà dei sistemi d’arma vengono esportati a paesi del Sud del mondo, con un incremento delle forniture all’Asia, mentre, nell’anno della guerra in Iraq, il Medio Oriente resta un cliente rilevante e la tipologia di armi esportate non riguarda soltanto armi difensive e ad alta tecnologia, ma anche armi di attacco”.

La seconda mozione, illustrata dalla prima firmataria Isabella Massamba ‘Siala (Ds), è stata approvata con i voti della maggioranza e l’astensione dell’opposizione, e prevede l’adesione del Comune di Modena alla campagna Control Arms, invitando i consiglieri comunali a partecipare – come già fatto da tempo dal Sindaco di Modena Giorgio Pighi e da altri amministratori della città e della provincia – all’iniziativa della foto-petizione sul sito controlarms.it.
Illustrando il documento, Massamba ha ricordato che “l’obiettivo è di raccogliere 1 milione di foto entro luglio 2006, da presentare in una galleria di immagini in occasione della seconda Conferenza dell’Onu sui traffici illeciti di armi leggere”, sottolineando che “l’Italia è il settimo esportatore mondiale di armamenti ad uso militare e il quarto produttore e secondo esportatore mondiale di armi leggere”.