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Indagine sull’andamento dell’economia in Emilia Romagna

“I dati presentati oggi confermano le rilevazioni effettuate nell’ultimo anno dall’Osservatorio di Confartigianato Emilia Romagna: le imprese stanno ancora cercando le ricette per superare un momento difficile e non possono farcela da sole.” ha dichiarato il Presidente Regionale di Confartigianato Giampaolo Palazzi.


“Conforta vedere come la nostra Regione faccia registrare andamenti decisamente migliori rispetto al resto d’Italia ma non possiamo certo dirci soddisfatti visto che la nostra economia tarda a fare quel balzo in avanti che già ci aspettavamo.



Come rappresentante delle piccole e medie imprese aderenti a Confartigianato Emilia Romagna noto con una certa apprensione che a sostenere la crescita del Pil è il settore dei servizi mentre quello della produzione stenta a ripartire; è il momento di scelte coraggiose a sostegno delle imprese su molti fronti penso ad esempio ai trasporti, alle infrastrutture, al turismo e al sistema fieristico, occorre creare sinergie che diano vero slancio al sistema Emilia Romagna”.




L’economia regionale mantiene

L’andamento dell’economia nel 2005, fotografato attraverso l’elaborazione dei dati Prometeia, rispetta le previsioni di crescita modesta che erano state elaborate dall’Osservatorio congiunturale sulla piccola e media impresa di Confartigianato Federimprese Emilia Romagna nel corso dell’anno. Va sottolineato però che, mentre l’Italia e il Nord Est fanno registrare performance deludenti, il sistema Emilia Romagna ha visto crescere le proprie esportazioni del 7,7%, contro il 4% nazionale, ed è la regione che ha il maggior numero di occupati pari al 68,4%.



Il quadro generale in Emilia Romagna

Nel 2005 il Prodotto Interno Lordo dell’Emilia Romagna ammonta a 119.801 milioni di Euro e costituisce circa il 39% del PIL del Nord Est e l’8,7% dell’Italia, numeri che confermano la solidità del sistema regionale; l’incremento del Pil nel 2005 è stato modesto (+0,3%) ma ha confermato il progresso dell’anno precedente e pone la regione tra le più attive di tutta la penisola. Nel prossimo quadriennio il Pil dovrebbe crescere con un ritmo sostenuto e superiore a quello medio delle altre aree del Nordest: +1,4% nel 2006, +1,5% nel 2007, +1,6% nel 2008, +1,4% nel 2009.



Gli investimenti e i settori di attività

Lo sviluppo registrato negli anni precedenti il 2004 è stato frenato dal mancato incremento della spesa per i consumi bloccato a sua volta della moderata crescita economica, va detto però che in termini pro capite i consumi interni delle famiglie nell’Emilia Romagna si mantengono al di sopra di quelli del Nordest (17.325 contro 16.609 Euro). I dati relativi agli investimenti effettuati nel 2005 sono di particolare interesse, rispetto al Nord Est l’Emilia Romagna dimostra una flessione più ampia per gli investimenti in macchinari ed impianti (-1,6% Emilia Romagna, -0,8% Nordest), mentre la situazione si capovolge se si prendono in considerazione gli investimenti in costruzioni e fabbricati (-0,1% l’Emilia Romagna, -0,7% Nordest). Va sottolineato come nel prossimo triennio si attenda una ripresa degli investimenti in macchinari ed impianti (+2,5% nel 2005/2006, +2,3% nel 2006/2007, +3,2% nel 2007/2008), mentre nelle costruzioni, dopo un periodo di crescita continua, gli investimenti sono fermi e nel prossimo triennio stenteranno a ripartire (-0,4% nel 2005/2006, +0,3% nel 2006/2007, +0,6% nel 2007/2008), confermando una fase di stallo dopo oltre cinque anni di crescita continua.
Il settore che ha maggiormente contribuito alla crescita del Pil in Emilia Romagna è quello dei servizi (+1,3%), mentre le flessioni registrate negli altri settori sono state contenute: l’agricoltura si è assestata a -0,7% contro il -2,5% del Nordest, mentre il settore industriale ha visto ridursi la propria attività dell’1,8% contro il -2,2% dell’area Nord Orientale. In prospettiva anche nel prossimo triennio saranno sempre i servizi a costituire il motore di sviluppo dell’intera economia(+1,7% nel 2005/2006, +1,5% nel 2006/2007, +1,9% nel 2007/2008), anche se l’industria, già a partire dal 2006 dovrebbe presentare sensibili miglioramenti (+1,1% nel 2005/2006, +1,2% nel 2006/2007, +1,5% nel 2007/2008).



Import ed export

Il saldo commerciale dell’Emilia Romagna è ampiamente positivo (14.835 milioni di Euro), costituisce oltre la metà del saldo complessivo del Nordest e conferma la maggiore propensione della regione a trasferire all’estero i propri prodotti piuttosto che ad importare; il volume delle transazioni risulta superiore al 2004 è aumentato infatti il volume delle importazioni (+2,2%), mentre quello delle esportazioni è cresciuto del +1,8%. A differenza dunque di altre aree le transazioni commerciali oltre confine sono ancora in crescita ed anche per il prossimo triennio import ed export dovrebbero far registrare crescite sostenute.



L’occupazione

Anche in campo occupazionale è buona la performance dell’Emilia Romagna che con quasi 1,9 milioni di persone al lavoro ha un tasso di occupazione pari al 45,4%, superiore a quello del Nordest (44,6%) e a quello medio nazionale (38,8%), mentre il tasso di disoccupazione si è stabilizzato attorno al 3,8%; lieve flessione invece per il tasso di attività che si è assestato attorno al 47,2% mentre del 2004 era al 47,3%. Nel prossimo triennio il mercato del lavoro dell’Emilia Romagna crescerà ancora a ritmi lenti ma costanti.



La performance provinciali

La maggior crescita di valore aggiunto è stata realizzata dalla provincia di Parma (+1,7%), ma anche l’evoluzione positiva in altre province (Piacenza e Rimini: +1,1%) ha consentito di far registrare a l’aumento medio del Pil dello 0,3%; nel triennio 2005/2008, sarà sempre Parma ad evidenziare la performance migliore (+2%), mentre Ravenna e Reggio Emilia evidenzieranno le crescite più contenute seppure al di sopra del punto percentuale (+1,2%).



La crescita del reddito disponibile delle famiglie (+3,3%) è stata ripartita in maniera differente tra le varie province con l’incremento massimo registrato a Bologna e Parma (+3,8%) e quello minimo a Forlì-Cesena e Rimini (+2,1%). La spesa per consumi delle famiglie è stata ripartita in maniera equa tra le province per un valore medio del +2,3%, mentre nella distribuzione della spesa per numero di abitanti è la provincia di Ferrara a registrare la crescita più elevata (+1,3% contro +0,6%). Per il futuro si prevede un aumento medio dei consumi intorno al +2,6% con variazioni inferiori alla media regionale a Reggio Emilia (+2,3%), Modena e Rimini (+2,5%).



Il maggiore volume di esportazioni è stato raggiunto da Bologna (9.183 milioni di euro) e Modena (8.822 milioni di euro), ma gli incrementi più sostenuti sono avvenuti nelle province di Piacenza e Ferrara (rispettivamente +12,4% e +9,6%); solo Parma e Modena presentano leggere flessioni ma in sostanza l’andamento dell’export nella regione è stato più che positivo. In prospettiva, le previsioni migliori si hanno per Modena (+3,6%) e Ravenna (+3,1%), mentre per Piacenza si stima una crescita inferiore al punto percentuale.



Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, nel 2005 solo tre province hanno un valore inferiore alla media regionale (3,8%): Bologna (2,7%), Reggio Emilia (3,2%), e Modena (3,7%); il dato più preoccupante è relativo all’incremento di Ferrara (+1,5%), mentre Rimini ha fatto registrare un calo significativo (-1,1%); Bologna si conferma la realtà con i maggiori sbocchi dal punto di vista occupazionale e la situazione dovrebbe rimanere stabile anche per il prossimo triennio con un leggero incremento del fenomeno della disoccupazione. In prospettiva la migliore evoluzione si registrerà a Modena, Parma e Reggio Emilia (-0,9%).