Home Bassa modenese Cavazza (Confesercenti) su nuovo parco commerciale a Carpi

Cavazza (Confesercenti) su nuovo parco commerciale a Carpi

«Il nuovo parco commerciale che potrebbe nascere a Carpi aggiungerebbe alla nostra città un polo di attrazione. Il Comune, però, deve garantire un equilibrio della rete commerciale, con interventi di riqualificazione del centro storico e dell’asse Fanti-Cabassi, una della aree più in sofferenza in questo momento».


E’ questo il primo commento del direttore di Confesercenti Carpi, Daniele Cavazza, in merito alle sempre più insistenti voci circa la possibilità di realizzare un parco commerciale nel comparto destinato a sviluppo commerciale di medio grandi e grandi strutture extra alimentari dal piano regolatore, compreso tra il centro commerciale e la tangenziale Bruno Losi.



«Si tratta di un investimento che consentirebbe l’apertura di diverse decine di migliaia di mq di superfice di vendita – dice Cavazza –. Questo consentirà di portare a completamento un’area che diventerà sempre più importante per la nostra città e che costituirà, di certo, un polo di attrazione anche sovra comunale. Come Confesercenti chiediamo però all’Amministrazione comunale di utilizzare la stessa metodologia utilizzata in occasione della realizzazione del centro commerciale integrato e quindi di destinare gli oneri di urbanizzazione che dovessero entrare nelle casse comunali ad interventi di riqualificazione del centro storico e segnatamente nell’asse Fanti–Cabassi che in questo momento risulta essere la zona più in sofferenza del cuore della città».



In uno studio sulla rete commerciale del centro storico, presentato nelle scorse settimane dal Comune di Carpi, sono stati dimostrati i risultati positivi ottenuti attraverso la riqualificazione dell’asse Corso A. Pio–Piazza Garibaldi, che hanno consentito di attutire l’impatto dell’apertura del centro commerciale sugli esercizi di piccole dimensioni.



«Con le garanzie del Comune – continua Cavazza – si può riequilibrare un gap di attrattività che si verrebbe a creare e si può ridurre fortemente l’impatto che un investimento di questo genere porterebbe alla rete commerciale carpigiana».