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Reggio E.: presentato il Centro mediazione sociale conflitti

Aprirà il prossimo 14 aprile in via Turri 25/A, in locali messi a disposizione dall’Amministrazione comunale, il Centro per la mediazione sociale dei conflitti, prima iniziativa di questo genere nel comune di Reggio Emilia. Il Centro sarà aperto al pubblico il lunedì e il sabato mattina, dalle 11 alle 14 e sarà coordinato da mediatori dell’associazione Equilibrio & R.C. di Bologna: un’organizzazione senza fini di lucro, con esperienza internazionale, che si occupa di ricerca e sviluppo delle diverse tecniche cooperative di risoluzione dei conflitti.

Il progetto è stato illustrato stamattina in un convegno, all’Hotel Astoria di Reggio, dedicato a Mediazione dei conflitti e rispetto delle regole: un progetto per la convivenza e la coesione a cui hanno preso parte, fra gli altri, rappresentanti delle comunità senegalese, nigeriana ed egiziana presenti a Reggio, e cittadini residenti nelle vie Turri, Paradisi, Sani e viale IV Novembre: una zona impegnata nelle scommesse dell’integrazione sociale e della qualità urbana.

“Il Centro – ha spiegato l’assessore comunale alla Coesione e sicurezza sociale, Franco Corradini – costituisce un significativo tassello nel quadro delle iniziative di prevenzione, tese a ridurre i fenomeni di inciviltà e degrado, e all’aumento della vitalità sociale. La strategia fa riferimento alle più aggiornate misure di prevenzione: un ampio raggio di interventi, che mirano da una parte alla riduzione dei fenomeni criminosi in senso stretto, compito specifico delle Forze dell’ordine, e dall’altra si propongono di aumentare il senso di sicurezza fra i cittadini, favorire la convivenza e garantire i principi di legalità”.

L’attività del Centro è stata descritta da Ana Uzqueda e Roberto Cesarano della stessa associazione Equilibrio & R.C. “La mediazione – ha detto fra l’altro Uzqueda – è una procedura di risoluzione amichevole delle controversie”, in particolare quelle di vicinato e condominiali, oppure insorte in ambito familiare, ma anche fra persone di diverse generazioni o culture.
“Una terza persona, di provata imparzialità, appunto il Mediatore, assiste le parti in conflitto, favorendo la negoziazione fra loro e orientandole verso un accordo soddisfacente per entrambe. L’obiettivo, quindi, è passare da un ordine imposto a un ordine negoziato e condiviso. Un metodo di rilevante valore anche pedagogico. In vari Paesi, la mediazione sociale è assai diffusa. Nella capitale dell’Argentina, Buenos Aires, ad esempio, spirito e tecniche della mediazione si insegnano a scuola e ogni quartiere è dotato di un Centro di mediazione”.

Cesarano ha sottolineato che “la Mediazione non si pone come alternativa alla Giustizia, ma rappresenta piuttosto una diversa possibilità per risolvere in modo rapido, in media fra i 15 e i 40 giorni, e gratuito i più comuni conflitti interpersonali”.

I mediatori, che osservano un codice deontologico, appartengono a diverse discipline professionali e sono esperti in tecniche di negoziazione e comunicazione. Sta però alla disponibilità e al senso di responsabilità delle parti “non far decadere l’accordo, che è riservato, informale, autonomo e basato sul consenso”.

Il sistema funziona. Nelle statistiche sulle esperienze di Equilibrio & R.C. si legge che nel 90 per cento dei casi le parti hanno accettato la mediazione e il 91 per cento dei conflitti è giunto a soluzione.

Positivo il giudizio sull’iniziativa espresso dal ricercatore e criminologo della Regione Emilia-Romagna, Gian Guido Nobili: “Il Centro per la mediazione dei conflitti offre la possibilità di una giustizia più rapida, del contenimento delle spese e dei tempi, se paragonati ai quattro anni che richiede ad esempio la conclusione di un processo penale in Italia. Indubbia anche la funzione pedagogica”. La costituzione del Centro ha raccolto consensi anche da parte del Difensore civico del Comune di Reggio, Lucio Consolini e del vicequestore della polizia di Stato, Antonio Stavale, intervenuti al convegno coordinato da Elena Edgarda Davoli, dirigente comunale alle Politiche per l’immigrazione, l’inclusione e la convivenza.