Inserire l’educazione ambientale nei programmi scolastici. Lo chiede l’ordine del giorno sui Centri di educazione ambientale (Cea) proposto dai gruppi consiliari di centrosinistra e approvato nei giorni scorsi dal Consiglio provinciale con il voto favorevole della maggioranza e quello contrario dell’opposizione, mentre il capogruppo della Lega Nord Giorgio Barbieri non ha partecipato al voto.

Il documento invita anche i Comuni a sostenere il cambiamento culturale necessario per trasformare la rete dei Cea (sono 15 nella provincia di Modena) in uno strumento per dare sostanza ed efficacia alle scelte ambientali dell’amministrazione pubblica e impegna la Provincia ad accrescere la propria funzione di coordinamento dei Centri.

Per Marisa Malavasi (Forza Italia) “l’ordine del giorno è confuso perché mette insieme troppe cose e chiede al Governo cose inutili: l’educazione ambientale a scuola è prevista fin dagli anni ’70 e anche in questo momento è costituito un gruppo interministeriale con il compito di definire come insegnare scienze e ambiente. Non possiamo accettare quindi che i Cea vengano confermati così come sono”.
Demos Malavasi (Ds – l’Ulivo), pur affermando di condividere in parte la riflessione di Marisa Malavasi, ha ribadito l’importanza della richiesta e ha sottolineato “che il dispositivo dell’ordine del giorno va comunque nella direzione auspicata dai gruppi di minoranza quando invita i Comuni a sostenere il cambiamento, la qualificazione e l’azione trasversale della rete dei Cea”.
Giorgio Barbieri (lega Nord) annunciando la propria uscita dall’aula consiliare al momento del voto, ha dichiarato “che sarebbe stato opportuno che per un ordine del giorno su materie come questa si riuscisse a trovare una sintesi tra le diverse posizioni. Questo documento invece non è condivisibile perché prevede un ambiente a misura di finanziamento e non di uomo ed è mirato solo a dare vantaggi a qualcuno”.

Sulla stessa linea anche Cesare Falzoni (An) che ha affermato che “la sinistra crea reti utili a qualcuno e ha la mania di educare le persone che invece continuano a fare quello che vogliono”.