Home Bologna Ecologico? L’Azienda Usl di Bologna se ne assume la responsabilità

Ecologico? L’Azienda Usl di Bologna se ne assume la responsabilità

L’Ausl di Bologna, con la prima esperienza in Italia di GPP, al Forum italiano per lo sviluppo degli acquisti verdi pubblici.

Il Green Public Procurement (GPP) serve a ‘rendere verdi’ gli acquisti pubblici adottando criteri ambientali nelle procedure d’acquisto degli enti locali e della Pubblica Amministrazione.
Il settore degli approvvigionamenti pubblici rappresenta mediamente il 12% del PIL dell’Unione Europea, ma raggiunge il 17% in Italia e addirittura il 19% in alcuni Stati membri come la Francia: queste cifre mettono in evidenza la grande importanza quantitativa del settore.

L’applicazione del GPP su vasta scala potrebbe modificare i comportamenti d’acquisto di soggetti che comprano beni e servizi.
Il GPP è uno degli strumenti principali che gli enti locali e la Pubblica Amministrazione hanno a disposizione per mettere in atto strategie di sviluppo sostenibile mirate a ridurre gli impatti ambientali dei processi di consumo e produzione, attraverso una gestione più responsabile delle risorse naturali e dei rifiuti.

Si parlerà di GPP al Primo forum italiano per lo sviluppo degli acquisti verdi pubblici che si terrà l’11 maggio 2007 a Cremona Fiere. In quell’occasione nel convegno “esperienze concrete di GPP” verrà presentato il Nuovo Progetto di Ristorazione dell’Azienda USL di Bologna. Prima esperienza in Italia di GPP.

L’integrazione degli aspetti ambientali nei processi di acquisto si basa su una visione d’insieme di tutto il ciclo di vita di un prodotto, permettendo così di prendere in considerazione non solo gli aspetti attribuibili alla produzione, all’uso e allo smaltimento del prodotto, ma anche i costi effettivi, non solo economici ma anche sociali e “ambientali”, che tale prodotto ha per la collettività.

Lo scopo è quello di creare un circolo virtuoso per promuovere lo sviluppo di un mercato più “ecologico”. Alla base c’è la constatazione che un intervento sul mercato possa agevolare notevolmente il conseguimento di obiettivi ambientali in sinergia con le altre politiche ambientali.

La chiave di volta è la certificazione: in un bando di gara che riguarda un servizio di ristorazione possono essere chieste ai fornitori certificazioni della serie ISO 14001, standard riconosciuto a livello mondiale, certificazioni del Sistema Qualità secondo la ISO 9001/2005, e alla stessa stregua si possono essere richiesti requisiti di carattere ambientale come: riduzioni di consumi energetici e delle emissioni climalteranti, riduzione delle emissioni atmosferiche, riduzione delle emissioni del rumore, riduzione dei consumi idrici, riduzione dei consumi di materie prime, riduzione della produzione dei rifiuti ed aumento della riciclabilità, aumento della quota dl prodotto derivante dal commercio di prodotti equi e sostenibili.

Il Progetto di ristorazione dell’Azienda USL di Bologna prima esperienza in Italia
Il settore alimentare, oggi, è valutato tra i settori che generano i maggiori impatti ambientali e quindi prioritario: l’Azienda USL di Bologna nella riorganizzazione generale dei propri servizi di ristorazione ha tenuto presente tutti questi aspetti e rappresenta al momento il primo caso in Italia.

L’Azienda USL di Bologna, con una produzione di quasi 3 milioni e 300 mila pasti all’anno, lo sta facendo con un progetto di riorganizzazione complessiva del servizio di ristorazione aziendale, per gli ospiti e il personale. Il progetto coinvolge anche gli Istituti Ortopedici Rizzoli e la refezione scolastica dei comuni di Bazzano e Loiano.

Il nuovo servizio di ristorazione ospedaliera dell’Azienda USL di Bologna, affidato a CIR FOOD di Reggio Emilia che se ne è aggiudicata la gara per la gestione per 9 anni, offrirà prodotti biologici come latte, legumi, frutta e verdura, pasta di semola, riso, omogeneizzati e pollo, prodotti DOP (Denominazione di Origine Protetta) della regione Emilia Romagna come Parmigiano Reggiano, prosciutto, coppa e salami e prodotti IGP (Indicazione Geografica Protetta) come la pera di Romagna, mele, pesche e scalogno, prodotti del commercio equo solidale come le banane, e menù dedicati alle diverse etnie e confessioni religiose.
La CIR FOOD nel suo operato si interfaccerà con i professionisti dell’Azienda USL di Bologna esperti del settore e a conoscenza delle numerose e varie realtà in cui gli ospedali si articolano affinché gli aspetti nutrizionali del vitto e delle diete speciali con valore terapeutico vengano rispettate nella loro composizione.