Home Economia Il sen. Barbolini risponde alla lettera di Confesercenti

Il sen. Barbolini risponde alla lettera di Confesercenti

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“Fisco, serve più collaborazione con i contribuenti”. Il senatore Giuliano Barbolini risponde alla lettera aperta di Conferesercenti Modena. Il testo della sua nota.


“Il rapporto tra fisco e contribuente deve essere improntato a criteri reciproci di fiducia, trasparenza, correttezza e lealtà. Una politica fiscale rigorosa, che intenda rendere concreta ed efficace la lotta all’evasione, presuppone un sistema di regole certe e giuste, da non cambiare in “corso d’opera”, e un’amministrazione finanziaria efficiente, che garantisca coerenza, prevedibilità, ed equilibrio nei rapporti con il cittadino. In mancanza di questi presupposti, l’azione di contrasto all’evasione rischia di deteriorare il rapporto di fiducia nello Stato proprio da parte di quei contribuenti che sono leali con il fisco.
E’ partendo da queste riflessioni che accolgo con interesse la lettera aperta di Confesercenti Modena sui temi fiscali, perché mi offre l’opportunità di approfondire un argomento sul quale sono impegnato direttamente nel mio incarico al Senato della Repubblica e in particolare alla commissione Finanze.
E’ di oggi la notizia dell’approvazione, anche per mia iniziativa, di un ordine del giorno da parte della commissione, che il Governo ha dichiarato di accogliere, per facilitare l’impatto degli studi di settore. L’obiettivo è quello di improntare il rapporto con i contribuenti ad una sempre maggiore cultura della collaborazione.
L’ordine del giorno è stato presentato nell’ambito dell’esame del disegno di legge “Norme fiscali per l’ammortamento degli immobili ed in materia di rimborsi Iva per le automobili, e altre determinazioni fiscali”, che contiene varie disposizioni in senso migliorativo per il contribuente.
Con il documento approvato abbiamo voluto dare un segnale di attenzione e di considerazione nei confronti del lavoro autonomo, che rappresenta una parte fondamentale del tessuto economico del Paese e nei confronti del quale è necessario sviluppare un’accorta politica fiscale, che costruisca rapporti improntati a più collaborazione e a una maggiore responsabilizzazione.
Nell’ordine del giorno chiediamo che l’applicazione delle nuove modalità di accertamento dei redditi basato sugli studi di settore venga intesa non come meccanismo automatico, ma sia costruita insieme alle categorie, per individuare, anche grazie a tale collaborazione, le situazioni anomale su cui è veramente doveroso intervenire. Per questo l’ordine del giorno presentato e accolto dal governo impegna l’esecutivo ad interpretare in senso sperimentale la norma sull’introduzione degli indicatori di normalità economica, prevista dalla Finanziaria 2007, con l’ausilio irrinunciabile delle associazioni di categoria interessate.
L’ordine del giorno inoltre prevede che il governo emani ulteriori istruzioni applicative per individuare criteri oggettivi di individuazione delle situazioni di marginalità economica in cui non vengono applicati gli indicatori di normalità.
In terzo luogo si impegna il governo ad emanare direttive perché il rapporto tra l’Agenzia delle entrate e i contribuenti in materia di studi di settore sia improntato ad una cultura della collaborazione. Il quarto punto dell’ordine del giorno chiede infine al governo di valutare l’opportunità di consentire il pagamento delle imposte entro il 9 luglio senza maggiorazione a tutti i soggetti ai quali sono applicabili gli studi di settore, in modo da consentire ai contribuenti e agli intermediari fiscali di conoscere e valutare appieno le innovazioni introdotte in materia di studi di settore.
Credo che su una materia così delicata e complessa il dialogo e il confronto continuo tra le parti interessate costituiscano il presupposto indispensabile per mettere a punto norme equilibrate e giuste. Da parte mia c’è piena disponibilità e attenzione”.