Il Senato Accademico, nella seduta odierna ha approvato, a larga maggioranza, la seguente mozione sui fatti de La Sapienza di Roma riguardanti la visita di Benedetto XVI.

La rinuncia del Papa a recarsi all’Università “La Sapienza” di Roma, dove doveva pronunciare un discorso alla comunità universitaria in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico, è una sconfitta che colpisce tutto il mondo universitario.
La difesa della laicità della scienza, dietro cui si erano trincerati i “contestatori” di questa visita nelle loro motivazioni, non giustificava in alcun modo che si dovesse giungere a tanto, che si dovesse apertamente cercare di impedire a chi la pensa diversamente su tanti temi “etici” o in materia di scienza e spiritualità di poter esporre liberamente il suo pensiero.
L’Università – peraltro – nella nostra concezione è innanzitutto luogo di libertà e di diffusione del sapere critico, luogo che deve saper coltivare l’apertura al confronto delle idee, al dialogo, alla dialettica tra le diverse posizioni, luogo che deve saper educare alla tolleranza e al rispetto delle differenti opinioni, luogo che – anzi – deve saper esaltare il valore irrinunciabile delle libertà fondamentali riconosciute nella nostra Carta Costituzionale.
Le accuse rivolte al Pontefice, con l’ostracismo apertamente manifestato nei suoi confronti, sono la sconfitta di tutti questi principi, della cultura di cui ci alimentiamo, dell’Università che deve sempre – in ogni occasione – erigersi a tempio capace di avviare alla democrazia e ospitare e valorizzare la positività della libertà di pensiero.
Oggi, dopo la rinuncia del Papa, tutto questo è compromesso, così come ne risultano indeboliti il nostro ruolo di “maestri” e l’intero mondo accademico, in quanto quest’ultimo si dimostra sede di integralismi e faziosità estranei ai valori di cui dobbiamo essere interpreti coerenti e sinceri.
Per riaffermare il ruolo alto dell’Università nel promuovere il primato della cultura, che si alimenta anche nella capacità di saper prima ascoltare per poi dare vita ad un confronto costruttivo anche da posizioni dialettiche, l’Università di Modena e Reggio Emilia si riterrebbe onorata qualora il Sommo Pontefice volesse onorarla con una Sua visita.