Razionalizzare i servizi e le attività fra le Aziende casa di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza; ottimizzare e valorizzare l’organizzazione e le professionalità; attuare economie di scala che permettano di migliorare i livelli di efficienza, efficacia e qualità dei servizi; promuovere le politiche per la casa secondo criteri di sostenibilità sociale, economica e ambientale. Sono gli obiettivi del Protocollo d’intesa firmato mercoledì 23 aprile a Reggio dai rappresentanti delle quattro Province e delle quattro Acer alla presenza di Luigi Gilli, assessore regionale a Programmazione e sviluppo territoriale.
«La casa ha rappresentato un tema centrale della recente campagna elettorale – ha spiegato il vice presidente della Provincia di Modena Maurizio Maletti – e ci aspettiamo dal governo azioni conseguenti: il taglio dell’Ici, però, riguarda la politica delle tasse, non quella della casa. Il governo uscente aveva iniziato a proporre politiche vere sugli sfratti e, in particolare, sugli affitti (stanziati circa un miliardo di euro), un tema centrale anche per il nostro territorio. Con l’accordo diamo vita a una collaborazione per rendere più efficaci questi primi passi, ma certo non bastiamo da soli».
Il protocollo rappresenta un «patto a quattro a favore di nuove e più efficaci politiche per la casa in grado di venire incontro alle esigenze dei quasi due milioni di abitanti dell’Emilia Ovest, il 45 per cento della popolazione regionale» hanno spiegato i promotori illustrando i contenuti del provvedimento.
I 6.663 alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) di Modena rappresentano quasi il 12 per cento di quelli regionali. Sono oltre il 20 per cento, invece, i beneficiari dei contributi del Fondo sociale per l’affitto: 9.688 su 48 mila a livello regionale; nelle quattro province che hanno firmato l’accordo sono oltre 21 mila, il 46 per cento della regione. I nuclei familiari in graduatoria Erp, inoltre, sono quasi il 30 per cento (6.157 su 21 mila e livello regionale; a Modena sono 2.558), mentre superano il 54 per cento le domande di alloggio in affitto (1.484 nelle quattro province, 298 a Modena, rispetto alle 2.736 a livello regionale: i contributi saranno destinati entro maggio). Il programma straordinario Erp per il recupero di alloggi comunali promosso dal governo nel 2007, infine, consentirà di recuperare all’affitto 195 alloggi a Modena, quasi il 15 per cento dei 1.309 previsti in regione.
A Modena quasi 7 mila alloggi
Alla base dell’accordo la legge regionale dell’8 agosto 2001 che ha disciplinato l’intervento pubblico nel settore delle politiche abitative, attribuendo alle Province la possibilità di istituire un tavolo di concertazione con i Comuni dei propri territori e con le parti sociali, al fine di promuovere l’integrazione e il coordinamento delle politiche abitative a livello locale.
L’applicazione della legge regionale ha avviato inoltre processi di innovazione istituzionale e organizzativa tali da potenziare la capacità delle amministrazioni pubbliche di fornire risposte e soluzioni concrete alle situazioni di disagio abitativo.
Acer, Aziende Casa Emilia Romagna, alle quali è affidata la gestione del patrimonio residenziale delle quattro province costituito da 20.075 alloggi di edilizia residenziale pubblica (6.663 dei quali a Modena), ha contribuito in modo significativo ad accrescere e migliorare le politiche abitative degli enti pubblici concorrendo alla definizione di più complessive politiche locali nel settore della casa.
L’attuazione del Protocollo d’intesa fra le quattro province e le rispettive Acer permetterà la realizzazione di una rete di funzioni dislocate territorialmente in grado di avvantaggiare ogni singola Azienda coinvolta e applicare economie di scala che renderanno più semplice il raggiungimento degli obiettivi comuni.
Il Comitato di Coordinamento, costituito da un rappresentante di ciascuna Provincia e di ciascuna Acer, presenterà entro i prossimi tre mesi un dettagliato programma di lavoro volto al miglioramento delle politiche abitative e all’attuazione di iniziative comuni sul tema della casa.
Alle Province di Modena, Parma, Piacenza e Reggio Emilia il compito di verificare l’andamento dell’intesa e coinvolgere e informare i tavoli provinciali per la casa, le organizzazioni economiche e sindacali e garantire i rapporti con la Regione Emilia Romagna.

