Oggi, i lavoratori impiegati nei cantieri edili dell’Emilia Romagna, hanno aderito in forma massiccia alla giornata di mobilitazione con 8 ore di sciopero, indetta dalle segreterie nazionale, Fillea/Cgil Filca/Cisl e Feneal-Uil.
La giornata di lotta promossa con una campagna di assemblee – oltre 600 quelle svolte nei giorni scorsi – a seguito delle inconcludenti trattative con le associazioni imprenditoriali Industriali, Artigiane e Cooperative, ha riguardato 100.000 lavoratori, impiegati e operai, della nostra regione.
Si sono fermati i cantieri delle grandi opere come la Variante di Valico e l’Alta Velocità, si sono fermati migliaia di cantieri degli appalti pubblici e privati.
Le ragioni sono note e drammaticamente segnano la nostra vita quotidiana:
– La violazione delle norme di sicurezza che miete vittime ogni giorno
– L’abuso di norme di flessibilità dei rapporti di lavoro che fanno della categoria degli operai edili quella con il più alto tasso di part-time mascherando un’evidente evasione contributiva e fiscale
– La mancata retribuzione per i primi tre giorni di carenza a seguito di una documentata malattia
– Un aumento della retribuzione adeguato alla salvaguardia del potere di acquisto (105 euro di aumento mensile).
In regione si sono tenute diverse iniziative che hanno visto protagonisti i lavoratori:
Gli edili di Bologna hanno manifestato nei cantieri della nuova torre della regione davanti alla sede RAI.
A Reggio Emilia e a Modena si sono tenuti diversi presidi nei cantieri.
A Cesena si è tenuto un presidio presso l’associazione dei costruttori edili.
In tutte le iniziative i lavoratori hanno manifestato un forte sostegno ai punti della piattaforma sindacale che è alla base del rinnovo contrattuale atteso da oltre tre mesi.
Ora sta alle controparti modificare le loro posizioni se vogliono evitare ulteriori iniziative di lotta.

