Alberto Vecchi (an-pdl) ha presentato un’interrogazione in cui esprime perplessità sull’accordo per la vendita di pane comune al costo di 1 euro al Kg, stipulato dalla Regione Emilia-Romagna con alcuni gruppi della grande distribuzione alimentare, ma – ricorda – senza l’assenso delle organizzazioni di panificatori che in una città come Bologna “rappresentano il 95% del pane commercializzato”.

“Questa decisione unilaterale della Regione Emilia-Romagna – contesta Vecchi – in realtà non risolve a monte il problema dell’aumento dei costi della produzione del pane da parte degli operatori del settore, che si vedono danneggiati da una operazione commerciale volta a proporre un prodotto ‘civetta’ che servirà ad acquisire nuovi clienti che oltre al pane compreranno altri prodotti dei supermercati sui quali invece non avranno nessun sconto”. L’esponente di alleanza nazionale-pdl vuole quindi sapere quale politica ha fatto la Regione per ottenere la riduzione dei costi dell’energia elettrica e per aiutare i panificatori ad ottenere un prezzo di acquisto della farina e dell’acqua “accettabile” rispetto agli aumenti degli ultimi mesi. Vecchi chiede inoltre all’esecutivo regionale quali eventuali agevolazioni sono state proposte ai panificatori “per una diminuzione degli adempimenti burocratici e dei balzelli a cui oggi deve sottostare un artigiano” e come intenda sostenerne l’attività dal momento che questi operatori “hanno come unica entrata la vendita del pane e non possono beneficiare di altri prodotti merceologici, come invece può fare la grande distribuzione”.