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Omeopatia, in piazza per chiedere il riconoscimento

Medici e pazienti insieme a Roma per una manifestazione a favore dell’omeopatia. Obiettivo: chiedere il riconoscimento, anche nel nostro Paese come già accade in Francia, della medicina omeopatica utilizzata da 14 milioni di italiani e praticata da 20 mila camici bianchi.

L’appuntamento, a pochi giorni dalla Giornata mondiale dell’omeopatia che si celebrerà il 2 aprile, è per giovedì 26 marzo, alle 15 al Centro di ricerca medica applicata della Fondazione europea Dragan, che organizza l’evento. Alla manifestazione sono stati invitati tutti i ‘protagonisti’ della salute: rappresentanti degli Ordini dei medici e odontoiatri, dei veterinari, dei farmacisti, della federazione italiana delle società scientifiche e delle università. Partecipano, inoltre, tutte le sigle aderenti alla Consulta nazionale per la medicina integrata. I medici e i pazienti che hanno scelto l’omeopatia, si legge in una nota, chiedono da più di vent’anni, la stessa cosa: “Il riconoscimento della medicina omeopatica anche in Italia e pari dignità rispetto ai cittadini d’Oltralpe, per i quali è possibile curarsi con l’omeopatia in ospedale, in numerosi servizi pubblici e acquistare i medicinali in farmacia a prezzi minori rispetto a quelli italiani. Non solo, hanno più diritti gli animali, per certi versi: se si allevano per produrre carni biologiche, infatti, possono essere curati solo con l’omeopatia”. Sono stati invitati anche “i senatori della Commissione Igiene e Sanità del Senato che sono impegnati a preparare una proposta di legge sulle medicine complementari”, afferma la presidente dei ‘Pazienti omeopatici’, Vega Palombi Martorano.”Vorremmo oggi essere tutti come i cittadini toscani – continua – regione dove l’omeopatia è riconosciuta, normata dalla legge, inserita nei livelli essenziali d’assistenza. I cittadini toscani possono andare alla loro Asl e prenotare una visita omeopatica al costo di 18,60 euro. L’omeopatia sarà anche in un ospedale pubblico. Per questo, alla manifestazione abbiamo invitato anche i protagonisti del Servizio sanitario toscano. Serve una legge nazionale che renda tutti quanti i cittadini uguali. Serve il riconoscimento dei medici preparati ed esperti anche in omeopatia a tutela della salute dei pazienti e contro i fenomeni di abusivismo terapeutico, purtroppo sempre possibili in una nazione in cui l’omeopatia è ancora in un regime di semiclandestinità”.Ma “attenzione – conclude Simonetta Bernardini, presidente della Società italiana di omeopatia e medicina integrata (Siomi) – lo diremo anche ai senatori: il prossimo anno, in occasione della Giornata mondiale dell’omeopatia del 2010, noi vorremmo festeggiare proprio la legge nazionale. Se così non sarà, i pazienti e i medici l’anno prossimo si daranno appuntamento in piazza, quella davanti al Parlamento”.

Fonte: Adnkronos