Un nido d’aquila, situato su un pendio intorno a Montecreto, è andato distrutto, insieme alle uova non ancora schiuse, a causa della caduta di alcuni massi dalla parete rocciosa.


L’episodio è emerso da un sopralluogo dei tecnici del servizio Faunistico della Provincia di Modena, agenti della Polizia provinciale e gli addetti del servizio vigilanza del Parco del Frignano, nell’ambito del servizio di monitoraggio che viene intensificato durante il delicato periodo della riproduzione.
Il distacco del materiale potrebbe essere stato causato dal maltempo dei giorni scorsi, oppure dall’azione di ignoti, ipotesi che ha fatto scattare ulteriori approfondimenti delle indagini e l’invio di un esposto alla magistratura da parte della Provincia.
L’aquila, infatti, è una specie protetta oggetto di un attento, costante e discreto monitoraggio.
Dal sopralluogo è emerso anche che la coppia di aquile che utilizzava il nido distrutto stava effettuando alcuni voli di corteggiamento, prologo, forse, ad un nuovo tentativo di riproduzione.
Nonostante la distruzione del nido e la perdita della covata, il sito di Montecreto risulta quindi ancora frequentato dalle aquile e gli altri nidi in zona sono ancora utilizzabili per la deposizione e cova delle uova. La zona di Montecreto, infatti, da oltre dieci anni rappresenta un prezioso sito di nidificazione con quattro nidi e sette posatoi, utilizzati per il riposo notturno e diurno e l’alimentazione da una coppia stabile di aquile e da altri numerosi esemplari di passaggio.

A seguito dell’episodio saranno intensificati i controlli al fine di tutelare e sorvegliare sulla permanenza della coppia nella zona. Come spiegano i tecnici provinciali, l’aquila è ancora oggetto di timori, peraltro infondati trattandosi di un animale assolutamente innocuo per l’uomo e prezioso per l’ecosistema.