
Le stime più attendibili parlano di 700.000 badanti irregolari, 10.000 le presenze stimate solo a Reggio Emilia. La soluzione razionale sta nella revisione immediata delle quote per consentire a chi già ha un lavoro e risiede in Italia (criterio della non retroattività della legge appena approvata) e che lavora in settori di interesse nazionale (criterio della mancanza di offerta di lavoro specifica) di essere regolarizzato. Ma questo non sarà sufficiente, se il fenomeno del badantato non viene integrato realmente nel sistema di welfare italiano. La proposta della cooperazione sociale è quella di creare le condizioni di “opportunità economica” per le famiglie che si trovano ad affrontare il costo di una badante regolarizzata, affinché i cittadini non siano in balia di un mercato del lavoro selvaggio, di fenomeni di racket, di potenziali ricatti, di impreparazione nella gestione dei propri cari. La nostra proposta non è di aumentare la spesa nazionale per assistenza, che vede già un costo importante per i cosiddetti assegni di accompagnamento attribuiti ad personam, ma di riorientarla per legarla ai casi più oggettivi di spesa effettiva: ricoveri in strutture di case protette e utilizzo di badantato regolarizzato. Solo così sarà possibile affrontare le questioni della formazione e qualificazione del personale, regolarità contributiva e legalità del sistema.
Mauro Degola, coordinatore delle cooperative sociali di Legacoop Reggio Emilia.

